Pressing sul Governo dopo le decisioni della Consulta su Sblocca Italia e Trivelle

“La Consulta ritiene che lo Sblocca Italia, nella misura in cui viola l’articolo 117 della Costituzione, quindi il riparto di competenza tra Regioni e Stato, sia incostituzionale. E’ una cosa molto rilevante”.

Michele Emiliano - presidente Regione Puglia

Michele Emiliano – presidente Regione Puglia

Così Michele Emiliano ha commentato ai nostri microfoni l’ennesimo pronunciamento della Corte Costituzionale, che ieri ha dichiarato illegittima un’altra norma della legge Sblocca Italia, “promuovendo” un ricorso presentato dalla Regione Puglia, presentato dall’allora presidente Nichi Vendola, che proprio in serata ha dichiarato di essere orgoglioso di aver messo la firma su quel ricorso contro una legge sbagliata e autoritaria”.

Si tratta, ha detto Vendola di un colpo duro alle “pretese del governo Renzi di mettere la museruola alle comunità locali, e alla democrazia”.

Materia del ricorso vinto, lo ricordiamo era “l’approvazione dei progetti, dei piani di ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie e l’esame dei contratti di programma tra l’Enac e i gestori degli scali aeroportuali di interesse nazionale” che secondo la Puglia “deve avvenire con il coinvolgimento delle Regioni interessate”.

La decisione della Corte Costituzionale arriva a neanche 24 ore da un altro “importante” pronunciamento “bomba” per usare l’espressione di Emiliano, riguardante il referendum sulle trivelle.

Stamattina in radio, ospite del programma #NonStopNews di RTL proprio Matteo Renzi ribatte alle affermazioni delle Regioni anticipando la posizione del Governo sulla prossima campagna referendaria: “attenersi a decisioni di buon senso no a posizioni ideologiche”

C’è da registrare su questo “fronte caldo” anche l’intervento del lucano Piero Lacorazza, il presidente del consiglio regionale di Basilicata torna a reclamare “un processo condiviso” e chiede di “riscrivere un patto democratico con i cittadini e tra istituzioni”

“Il Governo ascolti” dice Lacorazza “non alzi muri e non chiuda la porta in faccia a Regioni, enti locali e territori imponendo le scelte anche perché si rivelano inefficaci. C’è da riscrivere un patto democratico con i cittadini e tra istituzioni, proprio a partire dai temi energetici ed ambientali. Questo è il cuore della campagna referendaria sulle trivelle in mare a cui si aggiungeranno i temi posti dai conflitti di attribuzione sollevati davanti alla Corte Costituzionale”.