Il Governo presenta emendamenti a Legge di Stabilità per evitare referendum Sblocca Italia

“Governo in totale retromarcia sulle trivellazioni in mare Adriatico e Jonio. Si profila una grande vittoria popolare”.

Governatori anti Trivelle alla Fiera del Levante (18 settembre 2015)

Governatori anti Trivelle alla Fiera del Levante (18 settembre 2015)

A dirlo è un soddisfatto Michele Emiliano, presidente della Puglia, che figura tra le dieci regioni italiane ad aver depositato –  in Cassazione a fine settembre scorso (in prima fila c’era la Basilicata) – sei quesiti referendari per l’abrogazione di un articolo dello Sblocca Italia e di cinque articoli del decreto Sviluppo. Questi ultimi si riferiscono alle procedure per le trivellazioni.

Piero Lacorazza, presidente del consiglio regionale lucano commenta con una serie di tweet: “Lo Sblocca Italia cambia verso, non erano in molti a scommettere sulla strategia referendaria”.

“Se il Parlamento accoglierà gli emendamenti del governo” chiarisce il Coordinamento No triv Nazionale “si avranno: il blocco dei procedimenti in corso entro le 12 miglia; l’eliminazione della dichiarazione di strategicità, indifferibilità ed urgenza delle attività petrolifere; la cancellazione del vincolo preordinato all’esproprio della proprietà privata già a partire dalla ricerca degli idrocarburi; la limitazione delle attività di ricerca e di estrazione attraverso l’eliminazione delle proroghe; la garanzia della partecipazione degli enti territoriali ai procedimenti per il rilascio dei titoli”.

Uno dei primi effetti dell’emendamento che mira a ripristinare le dodici miglia per le perforazioni petrolifere in Adriatico interessa l’impianto di Ombrina mare al largo delle coste in Abruzzo “che negli scorsi anni è stato al centro di proteste e mobilitazioni popolari in tutta la Regione”.