Consiglio Comunale. L’intervento del sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri

Raffaello De Ruggieri in Consiglio Comunale il 17 ottobre 2015

Raffaello De Ruggieri in Consiglio Comunale il 17 ottobre 2015

Discorso fortemente emotivo e al contempo concreto quello del sindaco di Matera, De Ruggieri in apertura del Consiglio Comunale di oggi, convocato, ad un anno di distanza dalla designazione di Matera Capitale Europea della Cultura 2019.

Un discorso di circa 40 minuti, in cui il sindaco rigorosamente a braccio ha tracciato il quadro culturale, morale e politico della città che – ha detto – “ha su di sé, la responsabilità di costruire un modello di sviluppo del Mezzogiorno e per l’Italia intera”.

De Ruggieri ha ricordato l’emozione del 17 ottobre 2014, ponendo poi una serie di interrogativi sulle modalità che consentiranno alla città di intraprendere un percorso produttivo.

“Serve avere un quadro normativo favorevole” ha detto De Ruggieri, che ha rimarcato la costruzione di rapporti istituzionali nazionali ed europei e ha sottolineato i proficui legami con il governo regionale, al di la delle appartenenze.

E ancora, il sindaco ha ribadito la necessità di infrastrutture che siano porta d’ingresso per l’intera regione e ha parlato infine di un rilancio della Fondazione, rassicurando anche sulla continuità di lavoro di Paolo Verri.

Matera 2019 dunque, è emerso dal discorso del sindaco, non sia solo un momento celebrativo ma un laboratorio di costruzione di idee. Un laboratorio istituzionale come quello di oggi.

Parole dunque responsabili quelle di De Ruggiuri salutate dalla platea con un lungo applauso ed una standing ovation. Il sindaco – è opportuno segnalarlo – ha aperto il suo discorso annunciando l’intitolazione del Parco di Serra Rifusa a Davide e Giuseppe, vittime della tragedia della mongolfiera, che prenderà il nome di Parco degli Angelo.

Di seguito il discorso integrale:

È intenzione del governo cittadino dedicare ai due giovani tragicamente scomparsi il Parco di Serra Rifuso. Il nome sarà il Parco degli Angeli a ricordo di Davide e Giuseppe. Oggi sarà un momento di lavoro comune per tracciare le linee del futuro della città e della regione.

Un anno fa, qualcuno dopo la designazione ha scritto “se ce l’ha fatta Matera ce la può fare l’Italia, questa è la responsabilità che abbiamo. Dobbiamo costruire un modello che trova nella cultura un momento trainante, perché l’elemento culturale stimola la popolazione. Viviamo in un territorio ribollente di ispirazione. Qualcun altro ha scritto “il sud è tornato a parlare dopo anni di silenzio”. Questo è il compito che abbiamo: trasmettere un’idea nel mondo. Quale idea? La dobbiamo scrivere insieme ed oggi è una prima tappa. Io vorrei che fosse un “seminario istituzionale”. È giusto che ad un anno si ricordi quello che è avvenuto e recuperare i segnali vibranti di una comunità che è protagonista consapevole di un tracciato diverso per il Mezzogiorno d’Italia. Stiamo lavorando per cucire questa tela che debba trasformarsi in una bandiera di un meridionalismo vincente e che parte da qui come modello, perché come ha detto Franceschini la prossima vetrina d’Italia sarà Matera. Mi chiedo, se noi abbiamo addosso questa vocazione come possiamo trasformare una missione in azione, questo successo in occasione di sviluppo?

Stiamo costruendo relazioni istituzionali importanti. Si sta lavorando nei contatti nazionali ed europei, perché questa città ha conquistato non solo il fascino di una bella signora ma anche un potere contrattuale. Il fascino si traduce in un rapporto diretto. Il 5 novembre il Commissario Cretu sarà a Matera.

È bello celebrare. È bello ricordare quelle lacrime ma adesso dobbiamo entrare nelle viscere delle questioni.
Come fa a diventare Capitale? Non abbiamo ferrovie, non abbiamo strade.

Come si fa a trasformare la città in dinamica ed europea se abbiamo il cappio del patto di stabilità? Come si fa ad attivare un processo di legame con la città antica se non abbiamo la forza di finanziare una misura come la 771 per il recupero ambientale e dei centro storici nazionali ed europei? Come si fa senza finanziamento la responsabilità di gestione di uno dei territori più straordinari del mondo? Come si fa ad attivare iniziative di investimenti di una città dove è bello vivere in una città dove è utile produrre?

Dobbiamo realizzare per questo delle zone franche urbane.
Questa è la forza che noi dobbiamo avere.

Come si fa a diventare massa critica creativa se noi abbiamo questi appesantimenti giuridici ed amministrativi? Dobbiamo entrare a gamba tesa nel governo nazionale per chiedere dignità di una città che dovrà rappresentare l’Italia.

Dobbiamo entrare nelle deroghe della Legge di Stabilità. Se non abbiamo le traiettorie normative faremo solo un momento di memoria e non di traiettoria. Noi non chiediamo la Luna nel Pozzo, io non mi rintengo un acchiappa nuvole. Perché facciamo queste richieste? Perché ci sono dei precedenti. Ad esempio, Milano con Expo 2015, o di Roma con il Giiubileo, o di Lampedusa con la presenza degli immigrati.

La ferrovia. Penso che nel 2018 avremo un percorso da Matera e Bari di 50 minuti. Dobbiamo realizzare il primo tassello della trasversale Matera-Pollino. È indubbio che i collegamenti non possono avvenire nella tortuosità. Se dobbiamo essere la porta d’ingresso della Basilicata la Matera- Ferrandina non può essere un calvario quotidiano. E poi la Matera- Gioia del Colle. E mai possibile che una città che vive questo momento non debba collegarsi a Bari e all’area turistica di qualità di quel l’area? Perché la Matera-Gioia del Colle non è una strada d’uscita ma d’ingresso, oltre ad essere un’arteria produttiva.

Tutto questo non sarà un libro dei sogni perché la presenza a questo tavolo del presidente della Regione da forza ed autorevolezza, fuori da ogni appartenenza. Abbiamo una sola appartenenza: essere figli di questa regione e del mezzogiorno d’Italia. Ecco perché siamo in sintonia con il governo regionale e nazionale.

In questo scenario si innesta quello della Fondazione Matera-Basilicata 2019. Una fondazione che ha avuto un momento di riflessione perché anche Paolo Verri ha avuto un momento di riflessione. Posso rasserenare gli animi che ci sarà una continuità di lavoro, in un rinvigorito spirito di lealtà. Questa è l’altra grande vittoria che possiamo annunciare.

Allora, per concludere. Qual è lo diritto e il valore di questo incontro? Il valore è di ricordare una vittoria che è la carne viva del nostro territorio. Ma questa vittoria non celabrativita perenne ma seminari di lavoro perché dobbiamo essere sentinelle attive di un percorso e la prima meta è la Legge di Dtabilita. Perché abbiamo bisogno di un quadro normativo di riferimento per un percorso.
Il nostro compito in un momento di crisi della politica dobbiamo recuperare la dignità e l’autorevolezza. Noi siamo portatori di un’autorità sociale.

Matera non ha bisogno di commissari. Dobbiamo dimostrare anche questo: recupero di una dignità sociale di cui noi siamo stati investiti. Con questo augurio vi saluto affettuosamente perché insieme possiamo continuare in questo percorso culturale, morale e politico.