Mulino Alvino. Dopo sentenza del Consiglio di Stato, botta e risposta tra Adduce e Cotugno

Angelo Cotugno in Consiglio Comunale di Matera

Angelo Cotugno in Consiglio Comunale di Matera

A neanche 24 ore dalla decisione del Consiglio di Stato di accogliere il ricorso presentato da Cogem e dal Comune di Matera contro la sentenza del TAR della Basilicata che aveva ritenuto illegittimo il permesso a costruire unico per sottrarre volumetrie dal Mulino Alvino e recuperarle in un’area di via Dante originariamente destinata a verde da parte del Municipio di Matera, si registra un botta e risposta tra l’ex sindaco Adduce e l’ex consigliere comunale Angelo Cotugno.

“La decisione del Consiglio di Stato” dichiara Adduce “stabilisce il corretto comportamento dell’Amministrazione comunale in ordine alla vicenda e fa giustizia degli attacchi polemici rivolti nei confronti dell’amministrazione comunale e degli uffici comunali sottoposti a una vera e propria campagna denigratoria arrivata persino a criticare la costituzione in giudizio del Comune di Matera”.

“Il risultato” dice ancora l’ex sindaco “consente di consumare meno suolo rispetto a quanto già previsto e si evita la perdita di importanti testimonianze della storia agroindustriale della città come purtroppo è già successo in epoche diverse per il mulino Andrisani, in via Lucana, (oggi piazza Mulino) e con il mulino Quinto e Manfredi”.

Ma Angelo Cotugno risponde con una valutazione di natura politica

“In assenza di strumenti di pianificazione territoriale accade, come è accaduto, che le modifiche al territorio siano affidate alle cosiddette varianti o come in questo caso a norme in deroga” sottolinea Cotugno e “accade che quelle ‘scelte’ varianti o deroghe che siano, sono fatte senza la partecipazione e condivisione dei soggetti, tutti, interessati”.

“Nonostante i toni trionfalistici di qualcuno” conclude “e pur prendendo atto delle sentenze del TAR prima e del Consiglio di Stato dopo, io sono ancora oggi convinto della opportunità che la riqualificazione urbana debba essere affrontata con gli strumenti che permettono una più ampia partecipazione alle scelte”.