Contenitori culturali materani, De Ruggieri: rimettere in moto la macchina di comunicazione del Cineteatro Duni

cineteatro-duni_matera-e1430115040300-300x161MATERA – Spazi culturali materani: costruire o riqualificare? Un dilemma che rischia, nel frattempo, di far soccombere lo storico Teatro Duni, innanzitutto un monumento, che ancora una volta ha chiuso i battenti. Occorre rimettere in moto la macchina di comunicazione che è stata il cineteatro, luogo storico della cultura materana. Lo ha ribadito questa mattina, Raffaello De Ruggieri, candidato Sindaco per il polo civico-politico, nato su impulso del movimento Matera 2020, nel corso della presentazione alla stampa di programmi e candidati della lista Matera Popolare, accompagnato dall’onorevole Vincenzo Taddei e dai rappresentanti della lista (32 quelli che la compongono). La scelta del luogo non è stata casuale, ha ribadito De Ruggieri: è stato individuato per parlare delle problematiche dello storico contenitore culturale materano. Struttura, è stato ricordato, che fu realizzata fra il 46 e il 49 su un progetto di Ettore Stella, promettente giovane architetto materano, che a Roma si era fatto le ossa con i migliori accademici dell’epoca. Una figura, quella di Stella, che ripropone e tocca un tema fondamentale, quello legato al fatto che da sempre la città esprime cervelli di grande valore: figure e personalità purtroppo spesso ignorate nel corso della stesura del dossier di candidatura della città a Capitale Europea della Cultura. Non siamo un paese di cafoni, ha rincarato De Ruggieri, incapace di esprimere talenti. Il Cine Teatro va oggi riqualificato nei modi e nei termini che intendiamo proporre. Due sono le strade che è possibile percorrere: la prima è quella è quella di creare una fondazione. La seconda consisterebbe nella presentazione di un avviso pubblico per capire chi realmente è disposto a comprarlo per salvarlo. I problemi restano, ha sottolineato De Ruggieri, ma noi siamo qui per presentare soluzioni concrete, che non nascono da una visione astratta della cultura. I temi dei contenitori culturali, della loro integrazione e la netta contrarietà ad ogni forma di appetito mattonaio, ripropongono, ha fatto notare ancora De Ruggieri, il problema della pianificazione, in una città tuttora in attesa del piano strategico, che fornirebbe il binario su cui il territorio dovrebbe correre. Poi l’affondo finale e la domanda che De Ruggieri ha rivolto direttamente Adduce: dei sette milioni di euro rinvenienti dal fondo di coesione e sviluppo cosa ne faremo? Li restituiremo all’Unione Europea? Quando al contrario potrebbero servire, se vi fosse una visione strategica e pianificata del futuro della città, per dare una mano a sistemare i luoghi della cultura.