Speranza si dimette da capogruppo PD alla Camera, apre la crisi del Governo Renzi?

Roberto Speranza, Piero Lacorazza e Vincenzo Folino in una foto d'archivio

Roberto Speranza, Piero Lacorazza e Vincenzo Folino in una foto d’archivio

Roberto Speranza non è più capogruppo del PD alla Camera dei Deputati. Il parlamentare lucano ha annunciato le proprie dimissioni nel corso dell’assemblea notturna dei democratici in ormai esplicito contrasto con il presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi.

Quasi logica conseguenza del fallimento della mediazione con la minoranza che chiedeva di sospendere i lavori dell’assemblea. Al centro del dibattito interno ai democratici la legge elettorale che l’area di minoranza nel PD chiedeva di modificare. Renzi però irremovibile sul punto dichiara che al testo in esame è legato lo stesso destino del Governo, invita all’unità e a guardare avanti. Ma Bersani, in un certo senso “padre putativo di Speranza” respinge la proposta: “se va avanti così non ci sto”, l’assemblea approva la linea di Renzi con 190 su 310 membri.

Nei giorni scorsi Piero Lacorazza aveva consigliato al capogruppo dei deputati di pensarci bene prima di rassegnare le dimissioni proprio allo scopo di evitare di perdere una “posizione” di visibilità politica dalla quale misurarsi e competere nel merito nella scia del cambiamento renziano.

Il gesto di Roberto Speranza ha però dato il via ad un dibattito anche nella rete d’opinione lucana. Il tema delle dimissioni di Speranza sarà all’ordine del giorno di una prossima assemblea, così almeno promette Renzi, ma intanto si registrano già i primi commenti in Basilicata.

Si dice “scoraggiato” ma ottimista il senatore Margiotta, renziano di ferro secondo il quale nessuna crisi di governo è all’orizzonte e l’Italicum passerà.

“Scoraggiato ma ottimista?” Un ossimoro che rivela come questo sia il passaggio più delicato, non solo per la minoranza del Pd, ma anche per il governo Renzi.