Matera 2020 alle Primarie. La città ha voglia di partecipazione

Matera 2020 PrimarieSe c’è una cosa che le primarie del movimento Matera 2020 hanno dimostrato è che il livello di interesse della cittadinanza riguardo le questioni della collettività non è poi così basso.

In questi anni ad ogni tornata elettorale vera e propria i numeri della partecipazione al voto hanno consolidato il partito dell’astensionismo. Le varie formazioni politiche classicamente intese sono in deciso calo di consensi e per i motivi più svariati non “tirano più” come una volta.

Poi sono arrivate le Primarie fino a qualche anno fa, prerogativa delle formazioni progressiste e di centro-sinistra. Anche il PD e anche in Basilicata, quando le ha fatte ha dimostrato di riuscire a riallacciare chiamando il proprio “popolo” di militanti o semplici simpatizzanti, il filo di un dialogo che sembra sempre più difficile da conservare.

Il primo elemento di rottura rispetto ad una tradizione consolidata a Matera in vista della ormai imminente campagna elettorale comunale è proprio questo: a scegliere con le primarie il proprio candidato sindaco non è più il PD ma un movimento Civico.

E nonostante l’inesperienza un dato va sottolineato, oltre quello della alta partecipazione, in grado di impensierire i “partiti” tradizionali.

E’ l’impianto tecnico e organizzativo che con una decina di seggi distribuiti in città e nei borghi, dal centro alle periferie che ha funzionato in maniera esemplare. Tutto informatizzato con un sistema semplice, efficace e sicuro che ha consentito di conoscere in tempo reale il dato dell’affluenza, comunicato non solo via social network, ma anche e direttamente ai vari rappresentanti del PD come di altre formazioni politiche che in prossimità dei seggi erano a curiosare sull’andamento del voto.

Per la prima volta, e non solo in Basilicata, il cittadino era svincolato dal seggio tradizionale, il sistema infatti ha consentito di far votare chiunque iscritto nelle liste elettorali del Comune in qualunque seggio, il riscontro in tempo reale sui nominativi archiviati ha fatto il resto, consentendo cioè di essere sicuri sull’unicità del voto. In pratica votare più di una volta è stato impossibile.

L’unica sbavatura forse in conclusione di spoglio, quando per affrettare ulteriormente i tempi (anche se il dato percentuale era ormai ampiamente acquisito in favore di De Ruggieri) si è deciso di procedere allo spoglio su “più tavoli”. L’operazione anziché velocizzare ha ulteriormente rallentato a causa dei “riconteggi” le operazioni. Insomma tecnicamente una buona, anzi ottima prova, ma anche come prova di democrazia, un ottimo momento che ha, tra le altre cose mostrato la partecipazione elevatissima anche nel Social Network.

Dimostrazione, ulteriore, che coinvolgere i cittadini nelle cose della “politica” non solo è possibile, ma anche necessario