Potenza alla vigilia del dissesto. Interviene Santarsiero: “si sta esagerando”

De Luca - SantarsieroPOTENZA – Domani il Consiglio Comunale di Potenza voterà la dichiarazione di dissesto ed è chiaro da tempo che il voto sarà favorevole. Il dissesto accompagnato o controllato consentirà di mantenere in piedi l’organo consiliare, compreso sindaco ed assessori ai quali verrà tolta la funzione contabile.

Il voto di domani è l’epilogo di una situazione alla quale si cerca di porre rimedio da tempo. Il Comune infatti non era riuscito a chiudere il bilancio di previsione del 2014, a causa di un disavanzo di 24 milioni di euro e, nonostante il lavoro contabile del Commissario prefettizio da una parte, e la disponibilità della Regione Basilicata dall’altra, nulla è stato sufficiente a riportare in pareggio la contabilità comunale. Domani, dunque, a cinque giorni dal termine ultime fissato dal prefetto Rosaria Cicala per trovare una soluzione praticabile, il Consiglio della città capoluogo sarà chiamato ad esprimersi nel merito e ad assumere una posizione.

Intanto, alla vigilia della dichiarazione di dissesto l’ex sindaco della città di Potenza, oggi consigliere regionale, Vito Santarsiero (Pd), ha inviato una nota, invitando ad abbassare i toni e a riconsiderare quanto è stato fatto nelle precedenti legislature.

“Si sta esagerando. – ha scritto Santarsiero – Questa città non è stata nelle mani di delinquenti né di irresponsabili e di incapaci. Abbiamo sempre operato per garantire ad essa servizi e futuro.” “In dieci anni – ha concluso Santarsiero – (la città) è cresciuta, ora va verso un dissesto e sarà un delitto di abbandono.” Le parole scritte da Santarsiero pongono interrogativi soprattutto sul voto che i consiglieri del Pd esprimeranno domani. Saranno unanimi?

IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA DI VITO SANTARSIERO

Si sta esagerando.

Questa città non è stata nelle mani di delinquenti né tantomeno di irresponsabili e di incapaci. Abbiamo sempre operato per garantire ad essa servizi e futuro. Negli ultimi due anni la situazione economica era la stessa di oggi, con la disponibilità della Regione che non era certamente quella odierna. Non ci è mai appartenuta l’idea di non chiudere i bilanci, lo abbiamo fatto non in maniera truffaldina ma applicando norme e indirizzi ministeriali, facendoci carico di responsabilità e scelte non semplici che sempre e ovunque sono state difese e rese pubbliche. Nel 2004 era pignorata la Tesoreria, non lo abbiamo gridato, da allora abbiamo pagato 120 milioni di euro di debiti non nostri e fatto fronte a poderosi tagli ministeriali con azioni che hanno portato a ridurre dipendenti, azzerare convenzioni, azzerare fitti passivi, contenere la spesa corrente, razionalizzare la scuola. E nel contempo abbiamo inondato la città di opere e iniziative che sono sotto gli occhi di tutti, non cemento ma riqualificazione, edilizia sociale e parchi urbani come mai era successo con oltre 200 milioni di euro di opere realizzate in assoluta trasparenza e legalità.

Il trasporto nella nostra città, per orografia ed estensione, è complesso e costoso, abbiamo completato il sistema di scale mobili e quando si è ridotto di 700.000 Km il servizio su gomma, vi è stata una sollevazione di tutti, ecco perché dopo incontri con cittadini, discussioni in Commissioni, accordi sindacali, si è tornati a rimetterli. Sulla gara, sempre chieste da Giunta e Consiglio, fu l’allora Segretario Comunale a rispondere in Commissione perché non si procedeva.
L’ultima accusa è sulla gestione di alcune strutture sportive dove si è parlato di gravi imbrogli, un assurdo considerato che il tutto è avvenuto con gare e sotto la luce del sole.

Si è parlato di Centro Storico abbandonato, voglio solo ricordare che 10 anni fa il Teatro Stabile era chiuso, Palazzo Loffredo un cantiere, Piazza Prefettura un parcheggio, Via Pretoria sconnessa, non esisteva una Galleria Civica, Palazzo d’Errico abbandonato, Ponte Attrezzato e scale mobili “Armellini”, inesistenti. Centinaia di eventi culturali, e la storia della città al centro, dalla Storica Parata al 1799, al 1806, al 1860 alla sua archeologia, ecc. Tutto già dimenticato?
E poi i fondi lasciati per continuità del bene cittadino, i 26 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione, i 70 del Piano Città, gli 11 dell’asse metropolitano, i 7 per le imprese, per ricerca innovazione e sociale. Il tutto in un contesto unitario, quello della strategia Potenza 2020, discussa in 12 incontri con la città, nelle forze politiche, e approvato in Consiglio Comunale con astensione delle minoranze. Tutto inesistente?

Vedo la mannaia che demolisce ogni cosa, con violenza cieca, vedo il giudizio sconnesso da ogni cognizione. Vedo che con la violenza verbale e le menzogne si tenta di sopraffare ogni verità e ogni confronto.

Non è questa la strada con cui si costruisce il futuro, non è quella che fa bene alla città. La nostra responsabilità è per ogni cosa che abbiamo fatto, si denunci ogni cosa.

Ma attenzione ad ergersi a giudici, a persone sopra ogni forma di morale, attenzione a dire mezze verità e a ritenere che c’è una sola verità, che è la propria. Attenzione farlo, se fosse questo il campo di gioco ci sarebbero già elementi per aprire confronti e guerre che non servono.
Alla città che ho servito e amato tornerò a parlare e a dedicarle pensieri politici e amministrativi. In dieci anni è cresciuta, ora va verso un dissesto e sarà un delitto di abbandono.