Dopo il Tribunale di Melfi, a rischio la Corte di Appello di Potenza

Tribunale PotenzaDopo la chiusura del Tribunale di Melfi, la Basilicata potrebbe perdere un altro importante presidio Istituzionale. L’ipotesi sta circolando in queste ore negli ambienti forensi della regione, a farne le spese questa volta la Corte di Appello del capoluogo, inserita nel provvedimento sulla giustizia che dovrebbe essere esaminato dal primo Consiglio dei Ministri dopo la pausa estiva.

Il primo a dirsi “molto preoccupato” è l’avvocato Aurelio Pace, rappresentante del gruppo consiliare permanente misto-popolari il quale definisce sommaria l’idea di razionalizzazione dei costi che sottende a tali deleterie riforme e promette di intervenire nelle sedi istituzionali regionali al fine di “argomentare le ragioni di questa terra, che vorremmo cara al governo nazionale tanto per quanto offre al sistema nazione quanto per le ragioni legittime che pone a base della sua dignità di popolo”.

Proprio nel telegiornale di due giorni fa, riportando una classifica redatta da “Il Sole 24 Ore”, riferivamo degli “ingorghi” del contenzioso civile in Basilicata che pone la provincia di Potenza a metà classifica in Italia, con oltre 65 nuove cause civili ogni mille abitanti e con quasi diecimila nuovi procedimenti penali nel solo 2012.

Confcommercio riferisce che per una disputa commerciale, un cittadino o un’impresa devono attendere 1.200 giorni per leggere una sentenza del Tribunale contro ad esempio i circa 400 giorni necessari in Germania o Francia. Il taglio del tribunale di Melfi ha ulteriormente aggravato la lentezza dei procedimenti civili.

Lo sanno bene il governatore Pittella e il senatore Margiotta, che preannunciano battaglia, ognuno per le proprie competenze.

“La Basilicata non accetterà a cuor leggero ulteriori tagli nel settore della giustizia” scrive Marcello Pittella su Facebook “non se ne starà zitta e buona” e anticipa nel Social Network la richiesta di un incontro urgente con il Ministro, Andrea Orlando.

La nota di Pittella su Facebook

Salvatore Margiotta anticipa invece un’interrogazione allo stesso Ministro con la motivazione che il provvedimento declasserebbe il capoluogo lucano e la Basilicata tutta.