Mulino Alvino. M5S: vicenda surreale, Adduce e la giunta si dimettano

Mulino AlvinoMATERA – Dopo il duro affondo di ieri del consigliere di minoranza, e capogruppo del PDL-Forza Italia Adriano Pedicini, arriva oggi una dura presa di posizione degli attivisti del Movimento 5 Stelle di Matera, in riferimento a quella che definiscono “surreale vicenda del ‘Mulino Alvino’.

Gli attivisti materani chiedono le immediate dimissioni del Sindaco Salvatore Adduce e di tutta la Giunta Comunale, “perché palesemente incapaci di garantire gli interessi della comunità tutta, come confermato dalla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Basilicata”.

“Tale sentenza” prosegue la nota “di fatto, pone più di un dubbio sulla bontà delle azioni e delle scelte di questa Amministrazione che, nel caso specifico, ha preferito delegare al provvedimento monocratico del Dirigente al ramo, una decisione che doveva essere, come da più parti richiesto, Politica e non burocratica”.

“Come mai, nonostante i dubbi espressi da una Commissione Speciale appositamente istituita, nonostante le istanze poste dai cittadini residenti, nonostante le volontà espresse da più di un Consigliere compresi taluni appartenni allo stesso partito della maggioranza, si è preferito procedere sfruttando un “difetto interpretativo” della Legge 106/2011? È questo che si chiedono in molti e che ci chiediamo anche noi, cittadini attivi e consapevoli, stufi di constatare come troppo spesso, all’interesse collettivo e alla buona gestione della cosa pubblica, si anteponga l’interesse di pochi. Ancor più deplorevole è l’ostinazione con cui, irragionevolmente, il Sindaco e la sua Giunta hanno impedito ogni decisione Politica. Verrebbe da pensare male, ma restiamo ai fatti e i fatti dimostrano per l’ennesima volta che queste scelte devono rimanere Politiche.
Non è più tollerabile che in un paese democratico, siano gli Organi Giudiziari a correggere gli errori e in alcuni casi gli orrori, prodotti dagli Organi Politici. Per queste gravi ragioni siamo convinti che non possano esservi giustificazioni alcune e che l’unica via percorribile per l’espiazione delle proprie inadempienze, siano le IMMEDIATE DIMISSIONI”.