Regionali 2013. Prima Grillo poi Epifani che lascia la piazza di Matera tra i fischi

EpifaniMATERA – Prova non facile per i due schieramenti che si sono avvicendati nella principale piazza di Matera. Piazza Vittorio Veneto accoglie stracolma di sostenitori del movimento, i grillini lucani stretti intorno al leader Beppe Grillo. Senza voce in meno di un’ora ha riscaldato la difficile piazza materana.

I temi principali affrontati da Grillo sono quelli che ben conosciamo dai costi della politica, al reddito di cittadinanza. E sull’incontro con gli agricoltori lucani, ha commentato che “sono stato da loro, ma ho visto persone che invitano i politici, tutti per farli parlare e sentire chi offre di più”.

E’ stato il turno dei vari esponenti e del candidato Piernicola Pedicini: “il petrolio si porta dietro i tumori”. La notizia però è un’altra. Per uno “sfortunato” caso, subito dopo il Movimento 5 Stelle è stato programmato il comizio del Partito Democratico, con i maggiorenti locali tra i quali Speranza, Bubbico e De Filippo in attesa del segretario nazionale Guglielmo Epifani.

Ma qualcosa durante il cambio palco già si avvertiva, nella tensione tra alcuni sostenitori del movimento 5 stelle, ancora presenti in piazza, alcuni cittadini materani e amministratori locali. Qualche scintilla dialettica, e il richiamo alle forze dell’ordine a tenere a bada i “facinorosi”.

Intanto il sindaco Adduce prova a tenere a bada una piazza che richiama i curiosi e i sostenitori del PD, e cerca di calmare gli animi. Ma nulla ha potuto. Tensione alle stelle quando il primo cittadino ha cercato di ristabilire l’ordine ma scoraggiato ha dovuto ammettere sul palco che “questi fischi ricordano tanto l’epoca delle bandiere nere”.

Sale sul palco il candidato Marcello Pittella, e si fa largo tra i volti scuri di Roberto Speranza, parlamentare e capogruppo nazionale alla camera e un viceministro degli interni, anch’egli del “materano”, scurissimo in volto.

La tensione sale e non sono più solo i sostenitori di Grillo a manifestare insofferenza. Il segretario lucano De Filippo, al telefono probabilmente con Epifani, rimane sotto il palco per aggiornarlo sulla situazione. Qualcuno gli grida: “ti devi vergognare” e De Filippo sbotta: “provate a chiedere ai grillini in Emilia Romagna cosa hanno fatto loro coi rimborsi”. Ma è un momento, e il segretario nazionale Epifani arriva annunciato da Adduce come un “combattente leader sindacale abituato anche alle contestazioni” e decide ugualmente di salire sul palco.

E il segretario nazionale affronta la piazza, chiede educazione e rispetto. E marca le differenze: “noi non andiamo a disturbare i comizi degli altri, non fa parte della nostra tradizione”. Ma ormai lo strappo si è consumato. La piazza si svuota, i sostenitori e i media si stringono intorno ad Epifani per raccogliere le sue dichiarazioni. E una campagna elettorale forse ormai troppo abituata ai teatri, ora nelle piazze sente tutto l’imbarazzo di una distanza sempre più tesa, anche nelle manifestazioni verbali, contro la politica e i politici ormai lontani.