Riordino Province, dodici consiglieri comunali materani chiedono il referendum

Il palazzo della Provincia di Matera

MATERA – Riordino delle Province. Mentre in Basilicata, a livello politico-istituzionale, il sentire comune, sancito anche dall’ordine del giorno congiunto approvato all’unanimità domenica scorsa, a Matera, in sede di Consiglio provinciale aperto al contributo di quello dei 31 Comuni della Provincia, è quello di rivendicare, ad oltranza, la conservazione della seconda provincia lucana; la tesi referendaria, pur prevista dalla Costituzione, per l’annessione della città dei Sassi alla Puglia, e alla Provincia di Bari, resta in piedi. Complice l’attività del comitato “Matera si muove”, che in tal senso ha raccolto circa 6mila firme, facendosi portavoce di un sentimento che non può, in ogni caso, essere trascurato, irrobustitosi all’indomani del 22 ottobre scorso, quando il Consiglio comunale di Potenza, titolato come quello di Matera dal Governo Monti a decidere quale delle due città dovesse assumere il ruolo di capoluogo dell’unica provincia di Basilicata, ha deciso questa fosse Potenza, decretando così la morte, previa cancellazione, della Provincia di Matera.

Considerato tutto questo, dodici consiglieri comunali materani, sia dalle fila dell’opposizione che della maggioranza, hanno chiesto la convocazione urgente del Consiglio, per discutere e approvare l’adozione della delibera finalizzata alla richiesta di referendum consultivo. Si tratta dei consiglieri Manuello, Toto, Tosto, D’Andrea, Vizziello, Carlo Antezza, Tortorelli, Vincenzo Acito, Montemurro, Angelino, Perniola e Fiore, i quali specificano, nell’ordine del giorno, anche il quesito referendario: “volete che il territorio del comune di Matera sia separato dalla regione Basilicata per entrare a far parte integrante della regione Puglia?”.

E’ ormai evidente – concludono i dodici – la volontà della maggior parte dei cittadini di Matera, manifestata quotidianamente con la continua sottoscrizione della petizione popolare, in aumento costante, oltre che con continui articoli sulle riviste e quotidiani locali e nazionali, arricchita da pubblici dibattiti, è giusto che questa diventi diretta protagonista delle sue sorti”.