La storia non si cancella, manifestazione contro la soppressione della Provincia di Matera

Il raduno politico

MATERA – Intraprendere ogni iniziativa utile, attraverso l’impegno dei vertici regionali, materani e parlamentari lucani, a mantenere la Provincia di Matera, attraverso una deroga introdotta durante il prossimo iter parlamentare di approvazione del decreto 188, relativo proprio alla soppressione di alcuni degli enti intermedi delle regioni italiane, affinché sia la Basilicata che il Molise e l’Umbria non restino con un solo capoluogo di provincia, tra l’altro coincidente con quello di regione. E’ questo, in estrema sintesi il contenuto dell’ordine del giorno approvato all’unanimità, oggi, a Matera, nel cinema comunale, durante la seduta del Consiglio provinciale aperta al contributo dei Consigli comunali dei 31 comuni del Materano, voluta dal presidente dell’ente, Stella, e dal sindaco di Matera, Adduce, per ribadire la secca contrarietà al provvedimento del ministro per la Funzione Pubblica, Patroni Griffi, nell’ambito delle azioni di spending review del Governo Monti. Massima la partecipazione delle rappresentanze comunali della provincia, degli esponenti politici regionali e provinciali, oltre che di attivisti di associazioni e sindacati locali. Meno massiccia, invece, la partecipazione della comunità. Eppure, hanno convenuto tutti gli intervenuti al dibattito, il sindaco di Matera, Adduce, dopo il messaggio di pace di don Filippo Lombardi, ed ancora i primi cittadini di Cirigliano, Romeo; di Policoro, Leone; di Pisticci, Di Trani; e dei presidenti del Consiglio regionale, della Giunta e della Provincia, Folino, De Filippo e Adduce, politica e cittadini, in questo particolare momento, devono procedere di pari passo per scongiurare l’approvazione di un decreto che per Stella ha vizi costituzionali e che – opinione comune – finirebbe con l’aumentare i costi della pubblica amministrazione, contrariamente agli obiettivi del governo. La Basilicata è troppo estesa e così diventerebbe la provincia unica più grande d’Europa, con tanto di ripercussioni su costi dei servizi e di agevole fruizione degli stessi da parte delle comunità materane, soprattutto quelle più periferiche rispetto al nuovo, eventuale, centro provinciale di riferimento, ovvero Potenza. Significativo, oltre che mediano tra le posizioni di tutti i convenuti, l’intervento del presidente della Regione, De Filippo, in assoluto il più determinato e deciso tra tutti:”secondo la mia esperienza e secondo la mia capacità – ha dichiarato alla platea – avverto che non tutto è stato perso. Abbiamo tempo per poter riconquistare un obiettivo che è stato deturpato. Le mie capacità interpretative mi fanno cogliere anche nella visita e l’interlocuzione con Patroni Griffi elementi che amplificano il dovere delle istituzioni di continuare con serietà rigore e anche lealtà per il popolo che ci dà forza. In aggiunta dobbiamo avere anche una strategia ulteriore, però – ha aggiunto De Filippo – con le persone serie non si può scherzare e i lucani sono al primo posto della serietà in questo Paese. Ma,dobbiamo dire che questa serietà non può essere manomessa e non riconosciuta. Se non lo capiscono con le buone lo devono capire con le cattive. Se non hanno capito la geografia del soprassuolo – ha concluso il governatore lucano – gli faremo capire la geografia del sottosuolo”.