La politica estera europea da Yalta ad oggi
MATERA – Per comprendere la politica estera europea, nel rapporto coi Paesi occidentali, occorre risalire ai patti di Yalta e Postdam, i luoghi dove i tre grandi personaggi del 900, Roosvelt, Churchill e Stalin decisero le sorti del mondo, ridisegnandolo più o meno come lo conosciamo oggi. Con queste parole, il Senatore a vita e già ministro degli Esteri, Emilio Colombo ha messo in evidenza gli sviluppi della politica estera continentale, degli ultimi decenni. Un contesto nel quale il leader del Partito Comunista Italiano, Enrico Berlinguer, aveva tracciato un solco di rilievo, avendo indicato già nella politica interna, nel dialogo fra Democrazia Cristiana e Partito Comunista, un modello da seguire su scala internazionale. Una eredità, quella lasciata da Enrico Berlinguer, che ha segnato profondamente la politica estera italiana e quella europea, come ha sottolineato il Vice Presidente Vicario del Parlamento Europeo, Gianni Pittella. Dalla storia all’attualità politica, con la revisione di spesa e il riordino delle province il passo è breve. Bevissimo. Cosa comporterà per i territori interessati, quali le conseguenze. Aspetti sui quali Pittella non ha nascosto le sue perplessità e le sue ricerve. Il Governo Monti si è fatto promotore di molte iniziative apprezzabili ma il provvedimento sul riordino delle province appare lacunoso e pericoloso, per le conseguenze che potrebbe avere sui territori.

