Metropolitana leggera, la maggioranza ci ripensa e dice Si

MATERA – Sarà stata la lunga pausa di riflessione, dopo due mesi dalla famosa seduta del Consiglio che, a dicembre, aveva per così dire congelato “metaforicamente” i rapporti fra il Comune di Matera e le Fal. Saranno stati gli ammonimenti e le rassicurazioni del Governatore De Filippo, che nei giorni scorsi aveva garantito l’impegno della Regione a favore del completamento della tangenziale ovest. Alla fine il Consiglio Comunale di Matera respinge la mozione di rimodulazione di tre schede Pisus, la 3, la 20 e la 21, relative rispettivamente alla realizzazione del museo demoetnoantropologico, a quella di percorsi meccanizzati nel centro della città e alla realizzazione del prolungamento della tratta ferroviaria cittadina. Mozione bocciata con 23 voti contrari e 9 favorevoli. Numeri che segnano l’ammorbidimento di quelle frange della maggioranza che non avevano risparmiato critiche in occasione del consiglio del 19 dicembre. Si sciolgono come neve al sole, fanno osservare dai banchi della minoranza e in effetti i toni e gli orientamenti in alcuni settori del Partito Democratico e nella stessa Lista Stella non sono più quelli delle scorse settimane. Il Consiglio sostanzialmente riapre dunque la partita, opponendosi ai tentativi di ridefinire, in questa sede, le priorità infrastrutturali della città, che, avrebbe invece bisogno, secondo Enzo Acito, primo firmatario della mozione, di concentrare i sui sforzi e le sue risorse su altre opere, tangenziale e potenziamento della pedonabilità compresi. Quella in gioco non è una partita di calcio o una guerra di religione, fra guelfi e ghibellini, fra tangenzialisti e metropolitanisti. La tangenziale, sottolinea il Sindaco, non è finanziabile con i fondi Pisus, perché il programma operativo fornisce una precisa definizione degli interventi ammissibili. E con la perdita del finanziamento, ribadisce, si finirebbe col fare un piacere a De Filippo che, per far fronte al Piano per il Sud, ha bisogno di rimpinguare le casse regionali. Un rischio inesistente, replicano Enzo Acito e Angelo Tosto. La rimodulazione non è un atto contro natura ma potrebbe essere il frutto di un’azione condivisa fra Comune e Regione. Insomma, rincarano, manca la volontà politica di investire diversamente le risorse. Il rischio vero, ribadisce Tosto, che torna a sollevare il problema legato alla natura privatistica delle Fal, è quello di perdere il territorio, realizzando un’opera assolutamente inutile. Convinzione quest’ultima, fa notare, condivisa dalla stragrande maggioranza dei materani, cui però non vengono forniti strumenti di partecipazione democratica, come il referendum.