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Piano vendita alloggi, il Consiglio Comunale approva

  • MATERA – Dopo il lunedì nero, il mercoledì grigio. Perché se la seduta del Consiglio Comunale del 19 dicembre scorso era stata fibrillante per i banchi della maggioranza e per la Giunta, la seconda convocazione, resasi necessaria per esaminare l’ultimo punto all’ordine del giorno, per mancanza del numero legale, lunedì’ scorso, non è stata da meno. Probabilmente, questione di equilibri interni alla maggioranza ma soprattutto nel partito di maggioranza relativa, il PD. Sul campo, l’alienazione di alloggi di proprietà del Comune, col piano vendita ai sensi della legge 560 del 93. All’apertura dei lavori, è l’assessore al bilancio Rivelli a prendere la parola, in merito però ad alcuni sviluppi della seduta di lunedì. Con riferimento, in particolare, ai malumori emersi nei rapporti fra Giunta e Consiglio e ad alcune prese di posizione, assunte in quella sede. Nessuna volontà, ribadisce, di mancare di rispetto al Consiglio, che, rappresenta un organo di direzione politica fondamentale. Archiviata quindi la pagina della metropolitana leggera e la battuta di arresto di lunedì, se ne apre un’altra: la delibera relativa al piano di vendita. Si tratta, sottolinea ancora Rivelli, di una reiterazione di precedenti atti deliberativi, adottati già sia nel 2007 sia con provvedimenti del Commissario Prefettizio. La vendita, che avrà il duplice effetto di ridurre le spese e di aumentare le risorse delle casse comunali, è coerente, ribadisce il responsabile al bilancio, con le politiche nazionali e con quelle messe in atto da tutte le amministrazioni locali. Pur riconoscendo la bontà del provvedimento, è dai banchi della maggioranza che il consigliere Paterino solleva alcune questioni. Il patrimonio comunale, sottolinea, è sempre stato gestito in modo inadeguato e improduttivo, talvolta, negli ultimi decenni, a fini elettoralistici. Ma la vera nota dolente, rincara, riguarda le rendite catastali, palesemente incongruenti rispetto ai prezzi di mercato. È necessario preciò procedere, ribadisce, ad una loro rideterminazione. Ma è ancora dai banchi della maggioranza che giunge la richiesta più impegnativa: il rinvio della delibera, come propone infatti il consigliere Trombetta, sulla base dei dubbi già sollevati da Paterino, in merito sia alle rendite sia alla burocrazia. Posizioni che scatenano la reazione della minoranza, col consigliere Pedicini, in particolare, che si dice sorpreso per le posizioni emerse nel PD. Si procede quindi ad una sospensione dei lavori. Alla ripresa la richiesta di rinvio viene ritirata e il Consiglio procede all’approvazione degli emendamenti e del provvedimento.

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