MATERA – Nell’adozione delle procedure relative alla salvaguardia degli equilibri di bilancio e al riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio, i consiglieri comunali hanno responsabilità patrimoniale diretta. Ecco perché tali temi richiedono approfondimenti, analisi attente, riesami tanto in Commissione quanto in Consiglio, a patto che agli stessi venga data l’opportunità di farlo. Ma a Matera non solo gli organi competenti vengono convocati in ritardo rispetto ai tempi soliti consentiti dalla legge, domani si riunisce la Commissione Bilancio e il Consiglio dovrà riunirsi a breve, visto che lo si sarebbe dovuto convocare entro il 30 settembre scorso, ma all’assemblea il Comune non da neanche la possibilità di pronunciarsi fino in fondo e su tutti i debiti. Il consigliere della Lista Stella, Enzo Acito, chiama in causa il sindaco Adduce, il segretario dell’Ente, Fasanella, e il dirigente dell’Ufficio Legale, avvocato Onorati, affinché chiariscano le responsabilità della mancata impugnazione del lodo arbitrale Ortomatt, la S.r.l. che ha in gestione il macello della zona industriale di La Martella e il mercato ortofrutticolo di via Marconi, come suggerito dall’avvocato difensore del Comune. Cronistoria: il lodo, emesso il 3 giugno scorso e notificato all’Ente quattro giorni dopo, prevede il pagamento di una somma di 951 mila euro. Soltanto 104 giorni dopo, il 19 settembre scorso, il rappresentante legale di Ortomatt sottoscrive la proposta transattiva di €900.000, a condizione che vengano effettuati i passaggi in Consiglio Comunale per il riconoscimento del debito ed anche a condizione che venga effettuato il passaggio di consegna delle strutture in gestione entro il 31 dicembre, voltura delle utenze compresa. Il giorno dopo, però, l’avvocato del Comune, chiamato a esprimersi sulla proposta transattiva, la reputa inaccettabile come d’altronde, si legge in una sua relazione, aveva fatto nel giugno precedente con lo stesso lodo. Il Comune avrebbe dovuto impugnare il documento già tre mesi fa, insomma, ma nessuno ci ha pensato e ad oggi, quando manca soltanto un giorno alla scadenza dei termini utili, 120 giorni dalla notifica, tutto è rimasto uguale. L’impugnazione permetterebbe alla Commissione competente e al Consiglio di esprimersi, in base a sentenza esecutiva, e giudicare il debito fuori bilancio legittimo. Così, invece, si impedisce materialmente di farlo, inibendo i ruoli di controllo e di indirizzo dei consiglieri. Qualche responsabile di tutto ciò, nelle stanze del Palazzo di via Aldo Moro, dovrà pur esserci ed Acito fa bene a chiedere che venga individuato.
