Traballa la maggioranza Adduce, interviene l’opposizione

Il Comune di Matera

MATERA – Una ‘nave della speranza’ camuffata da ‘ammiraglia’: Giovanni Angelino definisce così la maggioranza Adduce al Comune di Matera, parlando al tempo stesso di apoteosi del paradosso politico e di trionfo dell’ingovernabilità. Ora, è scritto in una nota del consigliere capogruppo della ‘Lista Tosto Sindaco’, “in barba alla convinzione di avere 25 consiglieri a suo sostegno come sbandierato durante la campagna elettorale del ballottaggio per attraccare al sesto piano del Palazzo di Città, Adduce deve rendersi conto di quanto tutto questo sia effettivamente falso e quanto invece siano reali le lotte intestine che persistono all’interno della maggioranza, al punto tale da aver condotto inesorabilmente la città ad una imperdonabile paralisi amministrativa che non giova affatto alle numerose criticità che, purtroppo, la affliggono”. Angelino fa evidente riferimento ai capricci interni al PD materano, che nell’assemblea di domenica scorsa non è stato in grado di eleggere il segretario provinciale, ed alle rivendicazioni di potere degli altri partiti che compongono la coalizione, che stanno provocando la tardiva convocazione del Consiglio per l’impossibilità di scegliere il nome del Presidente da sottoporre ai voti. “A nome di quella Matera stanca di assistere inerme allo sfacelo più totale delle Istituzioni”, conclude Angelino, “ad Adduce chiediamo un atto di onestà e maturità politiche: che abbia la capacità di dichiarare alla città l’impossibilità di governarla con questa maggioranza, invocando pure un governo di salute pubblica per mettere l’opposizione nella possibilità di fare una scelta o, e questa sarebbe la conseguenza più logica, abdicando in favore di un nuovo confronto elettorale per salvare almeno gli ultimi scampoli di dignità personale”. Ma l’ipotesi di un governo di salute pubblica avanzata ieri da qualche quotidiano locale non trova d’accordo Giuseppe Olivieri, componente dell’esecutivo provinciale del PDL, il quale in una nota ha dichiarato che “ qualora la maggioranza non dovesse essere più autosufficiente per proseguire il cammino, il Sindaco dovrebbe percorrere l’unica via possibile: le dimissioni. Sarebbe infatti un tradimento elettorale quello di tentare, elevando a pretesto la salute pubblica, un accordo trasversale tra diverse ed alternative forze politiche che, rispetto alle problematiche della Città, hanno posto in campagna elettorale ricette diametralmente opposte e difficilmente sintetizzabili in dieci punti di comune accordo. Non si deve strumentalmente confondere la responsabilità di sedersi attorno ad un tavolo per lavorare tutti assieme rispetto ai problemi della Città”, ha concluso Olivieri, “con lo stabilire accordi politici non lineari ed eterogenei, che sono sempre il frutto di un basso compromesso tra le parti”.