Di Maio: Il CdM dice “no” a impianto per ricerca idrocarburi in Basilicata, la Regione: accolta nostra richiesta

Il ministro: “non rappresenta strategia nazionale su energia, più rinnovabili”, la Regione: autorizzazione negata su nostra richiesta

“Per gli amici della Basilicata: abbiamo respinto l’autorizzazione per l’impianto di Masseria La Rocca” per la ricerca di idrocarburi. Lo ha detto il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, in un video su Facebook, dopo il Consiglio dei ministri.

“Noi presto lanceremo il nuovo piano clima ed energia, che si baserà sulle rinnovabili, su un’Italia che nel 2019 deve avviare il suo percorso verso per un Paese che nel 2050 potrà diventare 100% rinnovabile. Impianti di ricerca di idrocarburi, mega centrali geotermiche non rappresentano strategie nazionali degne di questo nome per quanto riguarda l’energia. Per questo – ha rimarcato – il Cdm ha respinto la richiesta” sull’insediamento di questo impianto.

La Regione Basilicata ha immediatamente sottolineato in una nota che il “no” deciso del CdM all’autorizzazione per la ricerca di idrocarburi a Brindisi di Montagna accoglie in pratica “il diniego della Regione Basilicata alla richiesta di permesso presentata dalla società Rockhopper Italia spa nell’area ‘Masseria La Rocca’”.

La precisazione arriva dall’assessore lucano all’ambiente Francesco Pietrantuono, che esprime  “a nome del governo regionale profonda soddisfazione per il risultato di oggi. Nella mia nota indirizzata al primo ministro Conte” dichiara l’assessore Pietrantuono “ho trasferito le motivazioni di incompatibilità di questo permesso di ricerca con le caratteristiche territoriali, paesaggistiche e ambientali dell’area, sottolineando il suo forte contrasto con la visione di sviluppo che la Basilicata si è data. La Regione, interpretando la voce del territorio, ha percorso un iter di grande partecipazione con il Comune di Brindisi di Montagna, le associazioni, a partire da No Triv, la Conferenza delle autonomie a cui vanno i ringraziamenti per i tanti contributi offerti”.

Pietrantuono ha sottolineato “come la procedura adottata dalla Regione Basilicata fosse estremamente corretta e questa convinzione ci ha spinti, dopo l’annullamento del nostro diniego arrivato con le sentenze del Tar Basilicata e del Consiglio di Stato, a promuovere il ricorso alla Corte costituzionale. Al presidente Conte ho trasferito la ferma volontà della Basilicata di negare ogni altro permesso di ricerca e successiva possibilità di estrazione, ricordando il nostro grande contributo in termini di estrazione di petrolio e gas”. Secondo Pietrantuono, “nel corso della riunione, i ministri Costa e Di Maio hanno condiviso le motivazioni della Regione Basilicata, richiamando anche la strategia energetica nazionale che non considera le estrazioni petrolifere come settore strategico del Paese”.

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