Appello dei Cras di Policoro e Matera: sospese attività di recupero e ricovero di altri animali

“Dobbiamo comunicare in maniera sofferta la decisione di dover sospendere al momento ogni forma di recupero, affidamento e ricovero di altri animali selvatici a supporto delle Amministrazioni locali, Forze dell’Ordine, Associazioni e Cittadini”.

E’ quanto si legge in una lettera dei responsabili dei CRAS della Riserva Naturale di San Giuliano e della Riserva Naturale Bosco Pantano di Policoro, inviata alle isituzioni lucane a tutti i livelli, denunciando una situazione deleteria ormai da anni.

Grazie al personale qualificato e specializzato impegnato, ogni anno i due CRAS provinciali accolgono, curano e rimettono in natura centinaia di esemplari appartenenti a specie protette o a rischio di estinzione ancora presenti sul territorio.

Nel corso dell’anno 2017 sono state garantite tutte le attività senza alcuna interruzione del servizio, con positivi risultati in termini di numero di interventi effettuati, assicurando assistenza veterinaria a 660 esemplaridi cui 430 presso il CRAS di San Giuliano e 230 presso il CRAS di Policoro con la quasi totalità degli animali appartenenti a specie protette dalle normative nazionali ed europee in quanto di particolare interesse scientifico e di conservazione. 

La gestione veterinaria di ogni singolo esemplare e tutte le successive e necessarie fasi che portano al totale recupero e rilascio in natura, comporta, però, un notevole impegno gestionale, economico e lavoro quotidiano senza alcuna interruzione durante l’intero anno.

Quello che lamentano i due centri del materano, nella nota, è la mancata attenzione delle istituzioni preposte alla loro valorizzazione, l’incertezza che si verifica nel mettere annualmente a disposizione i necessari contributi che servono al buon funzionamento delle strutture e dei servizi previsti per legge e la mancata risposta alle continue istanze per risolvere gravi problemi infrastrutturali irrisolti.

“Per quanto nelle nostre possibilità” si legge infine nella lettera “garantiremo comunque assistenza quotidiana agli oltre 100 esemplari già presenti nei CRAS, fino a che non avremo risposte dal mondo istituzionale”.