Taranto, Corbelli: “Procedure straordinarie per risolvere problema Zes e ambiente”

Zone economiche speciali, rilancio del territorio e ripristino ambientale non possono non andare di pari passo. Eppure, nell’ultimo parere favorevole del Consiglio di Stato sulla bozza di decreto sulle Zes, non ci sono osservazioni sul tema “Zes e ambiente”. È quanto osserva il commissario straordinario per le bonifiche a Taranto, Vera Corbelli, sulla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi.

“Il profilo diviene ancora più dirimente alla luce di quelle che sono le superfici ipotizzate, per ciascuna Regione, per l’istituzione della Zes – spiega la Corbelli – il criterio si basa sulla combinazione di due dati: superficie e densità demografica”. Questo significa, secondo i calcoli del commissario, che si passerebbe “dai 63 km quadrati della Sicilia agli appena 6 del Molise”. Va considerato inoltre che a Sud il 77% delle aree ricadenti nei siti di interesse nazionale è a mare.  “Nel caso della Puglia – spiega dunque  Corbelli – a fronte di una superficie di 19.540 km e di una Zes che potrà estendersi per circa 49 km, abbiamo un’area Sin di 43 km (esclusa la parte di mare) nella sola provincia di Taranto”.

Come potranno quindi dialogare Zone economiche speciali e zone di interesse nazionale? Conviene inserire le aree Sin nella Zes? Vanno considerati i tempi di bonifica, “assai lunghi”, specifica Corbelli che aggiunge che “le Sin – se inserite nella Zes – finirebbero per diventare aree ancora più deserte di quanto non lo siano attualmente, senza speranza di attrarre investitori”.

Servono insomma procedure “particolarmente straordinarie”. Potrà occuparsene il comitato di indirizzo per l’istituzione  Zes. Ed il Governo, nella fase di elaborazione del secondo decreto attuativo. Il fine, conclude Corbelli, è che “Il profilo ambientale sia debitamente valutato tra le altre ragioni che sottendono l’istituzione di una Zes”.

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