Tecnico suicida, “costretto a tacere” su petrolio Basilicata

La Procura della Repubblica di Potenza sta valutando i contenuti di un “memoriale” scritto dall’ingegner Gianluca Griffa, di 38 anni – morto suicida nel 2013 in un bosco di Montà d’Alba (Cuneo) – che era stato responsabile del centro oli di Viggiano (Potenza) dell’Eni e che aveva descritto i problemi tecnici dell’impianto che sarebbero stati scoperti dai magistrati potentini alcuni anni dopo. L’Eni, interpellata dall’ANSA, ha definito “una vicenda drammatica” il suicidio di Griffa e ha ribadito che nel centro oli di Viggiano “sono sempre stati effettuati i necessari controlli e le verifiche ispettive già prima del 2012”. La compagnia, infine, ha confermato la sua linea di “collaborazione piena” con la magistratura. Griffa – che si uccise per motivi personali, legati a una forte depressione – scrisse di perdite nei serbatoi e della presenza, negli scarti di produzione, di sostanze nocive. L’ingegnere, inoltre, scrisse di aver ricevuto l’invito a “non parlare assolutamente” di ciò che aveva scoperto dai suoi superiori, ai quali aveva descritto i problemi del centro oli. I pm di Potenza, Francesco Basentini e Laura Triassi, preparando la lista delle persone da interrogare nel processo in corso a Potenza per il presunto smaltimento illecito di rifiuti nel centro oli dell’Eni, scoprirono che Griffa si era suicidato. Da quel momento, approfondirono la questione e giunsero alla scoperta del memoriale, che ora è stato acquisito dagli investigatori. (ANSA).

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