Matera. Attenzione alta sul Pet coke dal Petrolio e CSS dai rifiuti. Italcementi però rassicura sulle emissioni

Resta alta l’attenzione da parte delle varie sensibilità ambientaliste rispetto le scelte che in primis le istituzioni locali sono chiamate a fare sull’impianto produttivo materano di Italcementi, a ridosso del Parco della Murgia.

Quali le ricadute ambientali e sanitarie derivanti dall’utilizzo del Pet Coke, “prodotto di scarto della filiera del petrolio” e del CSS, derivante dai rifiuti, entrambi utilizzati come combustibile?

Tra i primi a chiederselo sono gli attivisti locali del Movimento 5 Stelle che il 2 settembre scorso hanno chiamato a raccolta la popolazione materana per un incontro pubblico con lo scopo di “discutere del carico di 53mila tonnellate di pet-coke destinato allo stabilimento Italcementi di Matera e delle iniziative da intraprendere”.

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere comunale Paolo Manicone per rimarcare la contrarietà all’utilizzo del CSS e per ricordare che Regione Basilicata e Ufficio Ambiente” sono chiamati a esprimersi sulla ‘VIA-AIA’ da concedere all’Italcementi sugli ampliamenti, adeguamenti impiantistici e incremento di 60.000 tonnellate/anno di CSS (Combustibile solido secondario) derivato dai rifiuti, che vanno aggiunti agli altri combustibili ancora in uso pet-coke, pneumatici, materiali plastici ed altro.

“Il Comune” afferma Manicone “è obbligato ad esprimersi chiaramente con proprie osservazioni, nelle quali auspico trasparenza e fermezza, senza l’uso di inutili concessioni, osservazioni che abbiano come punto imprescindibile la salute pubblica dei nostri concittadini”

Una prima chiamata all’azione arriva dal “Comitato No Inceneritore Matera – NIM” che insieme alle sezioni materane di WWF e Legambiente promuovono una raccolta firme con la richiesta di Analisi Epidemilogica sul territorio materano. La domanda è sempre la stessa: CSS, Pet Coke, Olio combustibile. Ma qual è lo stato di salute della popolazione materana?

“Per l’Europa il pet-coke non è pericoloso” afferma l’azienda che affida alla competenza del suo direttore tecnico, Agostino Rizzo, una prima replica.

Rizzo ricorda il combustibile derivante dal petrolio è largamente usato nell’industria e non è classificato come rifiuto.

“Il suo stoccaggio, trasporto e consumo, che avvengono nel pieno rispetto di tutte le normative in materia, sono effettuati in modo controllato e sicuro”.

“In merito alla proposta formulata nei giorni scorsi di utilizzare il metano come combustibile sostitutivo al coke” poi secondo il direttore Rizzo, non andrebbe a cambiare la qualità delle emissioni. Quelle infatti dipendono “dal tipo di processo e dai presidi ambientali utilizzati e – per questo aspetto – Matera ha prestazioni tra le migliori d’Europa”.

A supporto di queste affermazioni Rizzo cita lusinghiere percentuali nelle prestazioni ambientali derivanti anche dal recente “revamping”, con emissioni tra le più basse dell’intero settore: riduzione del 72% di polveri; 95% di biossido di zolfo (SO2); del 50% degli ossidi di azoto (NOx); del 67% della somma di polveri (SO2 e NOx) e del 10% di Anidride Carbonica (CO2). Siamo pertanto di fronte a emissioni tra le più basse dell’intero settore.

In ogni caso l’azienda conferma “la propria disponibilità per coloro che fossero interessati a organizzare visite informative presso la cementeria”.

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