Il monitoraggio di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente

Risolvere al più presto le criticità del sistema depurativo purtroppo ancora troppo presenti nei comuni lucani e lanciare la sfida per tutelare il territorio, valorizzare le bellezze nazionali e le buone pratiche in campo ambientale, rilanciando economia e occupazione. È l’impegno che Legambiente chiede alla Regione Basilicata e ai sindaci dei comuni lucani a conclusione della tappa a Maratea della Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al sostegno del CONOU – Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e dei partner tecnici Aquafil, Novamont, Nau. Legambiente ha presentato anche il monitoraggio scientifico sulla qualità delle acque svolto lungo le coste lucani dall’equipe tecniche di Goletta Verde. Anche quest’anno, purtroppo, si registrano criticità alle foci dei canali. Tre punti su quattro superano, infatti, il limite di inquinamenti previsti dalla legge. Giudicata fortemente inquinata la foce del canale Toccacielo a Nova Siri e inquinate le foci del canale Idrovora (a km a nord della foce del Sinni a Policoro) e del canale Bufaloia (a Lido Torre di Scanzano Jonico). L’istantanea regionale sulle acque costiere è stata presentata in una conferenza stampa a Maratea da Serena Carpentieri, responsabile campagne di Legambiente e da Pietro Fedeli di Legambiente Basilicata, alla presenza di Domenico Cipolla, Sindaco di Maratea e Dafne Pisani del Sindacato Medici Italiani. “Il nostro monitoraggio, che come ripetiamo sempre, non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, punta a scovare le criticità ancora presenti nel nostro Paese – dichiara Serena Carpentieri, responsabile Campagne di Legambiente -. Purtroppo la salute dei nostri mari è sempre più a rischio a causa non solo della maladepurazione, ma anche dei rifiuti galleggianti e spiaggiati e delle continue illegalità ambientali, che seguitano a sfregiare coste e territori italiani. Un problema, quello della cattiva depurazione, che affligge purtroppo tantissime zone dell’Italia, dal momento che il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato, nonostante siano passati oltre dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi”. Criticità, quelle legate all’insufficiente depurazione dei reflui, che è bene ribadirlo non riguardano solo le aree costiere ma interessa anche le aree interne. La priorità resta l’adeguamento delle reti fognarie ed il completamento della copertura del servizio di tutti i comuni del territorio lucano.

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