Val d’Agri. Sindaci: Risorse da royalties direttamente nelle casse territoriali

Ricucire un patto con i territori attraverso uno sviluppo che ai più è parso mancato. Di questo si è discusso al Centro Sociale di Viggiano, dove gli amministratori interessati dal Programma Operativo Val d’Agri, finanziato con le royalties petrolifere, hanno voluto vederci chiaro su risorse e programmazione.

Negli anni sono stati spesi 219 mln di euro mentre attualmente sono stati impegnati più di 300 mln, nei quali sono inclusi 13,8 mln stanziati a seguito dei rilievi sollevati dalla Corte dei Conti e che andranno a beneficio dei 5 comuni del Melandro, Sauro e Camastra, inseriti nella Legge regionale 40/95 e mai finanziati.

Il dirigente regionale Eligiato, già audito in Seconda Commissione, ha parlato ai sindaci, tra i quali, il padrone di casa Cicala, e quello di Marsicovetere, Cantiani. Presenti anche il consigliere regionale del Partito Democratico, Lacorazza, ed il presidente della Provincia di Potenza, Valluzzi. “Mancano all’appello circa 64 mln di euro – ha dichiarato Lacorazza – da destinare alla viabilità ed altre opere importanti per il territorio. I Comuni della legge 40 hanno percepito risorse inferiori al 30% – ha aggiunto – mentre il resto della Basilica ha ottenuto oltre il 70% attraverso il bilancio regionale”.

Diversa la questione ambientale che tiene banco da alcuni giorni. Nessuna parole oltre il timore già espresso dalle comunità rispetto all’inquinamento delle falde nell’area del COVA Eni e dalla colorazione inusuale del Pertusillo. Su quest’ultimo, l’Arpab, ha già programmato i nuovi rilievi, dal cui esito si avrà un quadro aggiornato dell’origine del fenomeno.

MONTEMURRO, PERICOLO INQUINAMENTO A COSTA MOLINA 3

Dopo l’ultimo caso del pozzo Pergola 1 a Marsico Nuovo, il nuovo allarme inquinamento riguarda l’area del pozzo Costa Molina 3 a Montemurro, chiuso nel 1988 e dove a seguito di rilevamenti Arpab sono stati rilevati sforamenti di idrocarburi, ferro, manganese e piombo.

Il sindaco Di Leo ha già convocato una conferenza di servizio con le parti interessate tra le quali l’ENI, responsabile del sito: da quanto si apprende, entrato a far parte dell’anagrafe dei siti da bonificare a fine 2016. Si teme un presunto inquinamento della falda.

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