Macchie scure sul Pertusillo. Arpab: “Potrebbero essere alghe”

“Tutti gli esami effettuati escludono la presenza di idrocarburi. L’effetto cromatico è evidente, quindi vogliamo approfondire il fenomeno in maniera autonoma”.

La rassicurazione arrivano direttamente dal governatore Pittella e dall’assessore all’Ambiente Pietrantuono, al termine del vertice in Regione Basilicata per fare il punto sul monitoraggio e controllo eseguiti dall’Arpab sull’invaso del Pertusillo, fotografato dall’alto con evidenti macchie nere in superficie e che ha alimentato il pericolo d’inquinamento da idrocarburi per la vicina presenza del Centro Oli Eni a Viggiano. Una correlazione esclusa con un comunicato dalla multinazionale del cane a sei zampe. Puntualità, meticolosità e celerità. Questo il metodo utilizzato – secondo quanto detto a viale Verrastro – utile a sgombrare il campo da facili conclusioni.

Alghe? Sbalzi di pressione? Fattori fisiologici che insistono sull’area? Il Direttore dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, Iannicelli, presente insieme ai tecnici ed un responsabile di Ispra, ha spiegato l’ipotesi al vaglio ricondotta alle alghe. “Anche l’acqua è potabile” – si è affrettato a chiarire con i giornalisti. Lunedì prossimo saranno svolti ulteriori campionamenti al centro del Pertusillo per giungere ad un nuovo quadro più esaustivo.

Diversa la questione dei reflui anomali riscontrati nel depuratore ASI a Viggiano, sul quale ENI ha dato riscontro negativo circa la presenza di idrocarburi a valle dei pozzetti interessati. Il Dipartimento Ambiente invierà una diffida al fine di completare il sottofondo delle cisterne del COVA entro il 2017.

“Dovessero esserci ulteriori difficoltà, chiederemo alla magistratura di entrare nell’impianto ENI – ha rincarato Pittella. Saremo severissimi”.

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