Al centro Val d’Agri di Eni accertato il punto fuoriuscita di idrocarburi

Eni in una nota stampa, informa che “nel corso delle attività di verifica e campionamento dei terreni, previste nel piano di messa in sicurezza del Centro Olio Val d’Agri (COVA), è stato accertato il punto di origine della fuoriuscita di idrocarburi”.

Le attività di verifica erano iniziate lo scorso 7 febbraio in relazione al seauestro, disposto dall’Autorità Giudiziaria, di un pozzetto nell’area industriale di Viggiano e affidato in custodia ad Eni dalla stessa Autorità Giudiziaria.

“La provenienza è stata individuata in uno dei serbatoi di stoccaggio del greggio stabilizzato. Le operazioni di verifica condotte sugli altri 2 serbatoi in esercizio non hanno riscontrato anomalie. Eni, in via precauzionale, aveva già avviato le operazioni di svuotamento del serbatoio che è stato messo fuori servizio per tutti i necessari interventi”.

La compagnia conferma che le azioni di messa in sicurezza poste in essere, “tramite la realizzazione di 14 pozzetti lungo il perimetro sud all’interno del COVA, hanno consentito di creare un’efficace barriera per impedire la migrazione del fluido verso l’esterno”.

Ad oggi sono stati effettuati complessivamente 44 sondaggi all’interno e all’esterno del Centro Olio Val D’Agri: “Durante l’attività di verifica, lungo la direttrice di collegamento dei pozzetti della rete fognaria già oggetto, da giorni, delle operazioni di messa in sicurezza, si è avuta evidenza di una limitata presenza di idrocarburi sulla matrice terreno in prossimità di essi e sono state attivate la procedure di messa in sicurezza. Dai sondaggi finora effettuati non si ha evidenza di interessamento della falda acquifera”.

BOLOGNETTI (RADICALI LUCANI): COVA DANNOSO PER LE MATRICI AMBIENTALI

Nel frattempo, dinanzi il Centro Oli dell’Eni a Viggiano, sit-in e conferenza stampa del segretario dei Radicali Lucani, Bolognetti, per denunciare – ha affermato – la verità sull’inquinamento delle falde acquifere in Val d’Agri. “Lo stabilimento rappresenta un rischio per le matrici ambientali dell’area – ha proseguito – una situazione grave che appare e scompare”. In primo piano, secondo l’esponente radicale, il recente “caso della contaminazione da idrocarburi finita anche nel depuratore del Consorzio Industriale – ha rincarato con indosso un cartello per chiedere piena luce sulla vicenda. “Non si tratta di una novità – ha concluso – esistono documenti ufficiali del 2010 e 2011, di enti come Arpab, ed ancor prima nel 2002, con i carabinieri di Viggiano già interessati da possibili sversamenti di greggio nelle falde”.