Amianto killer, altri 5 casi segnalati alla Contramianto onlus

Onduline d’amianto in rimozione

Altri cinque casi di patologie correlate all’amianto, tre dei quali mortali, sono stati segnalati nell’ultimo mese all’associazione ‘Contramianto e altri rischi’ di Taranto e avrebbero colpito operai e marinai in servizio presso l’Arsenale della Marina Militare. Si tratta, spiega in una nota il presidente della onlus Luciano Carleo, di “tre decessi per mesotelioma che hanno riguardato un operaio carpentiere dell’Arsenale di Taranto e due marinai in servizio a Taranto, e due casi riferiti a operai arsenalotti saldatori”.

A un anno dalla prima audizione di Contramianto dinanzi alla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli effetti dell’amianto nelle Forze Armate, “sembra ancora inarrestabile e in crescita – spiega Carleo – il numero dei morti e ammalati nella Marina militare a causa di queste malattie”.

“Ad oggi sono 206 le patologie asbesto correlate (provocate cioè dall’inalazione dell’amianto) in archivio Contramianto e riferiti a Marina militare e Arsenale di Taranto, delle quali 127 già segnalate da Contramianto alla Procura di Padova, che ha competenza nazionale nei procedimenti penali”. Queste nuove evidenze fornite, conclude il presidente di ‘Contramianto e altri rischi onlus’, confermano “come l’amianto abbia ucciso e fatto ammalare non solo i marinai ma anche centinaia di operai civili negli Arsenali della Marina Militare”.

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