Petrolio. Regione Basilicata ai sindaci: Nuovo piano paesaggistico contro permessi di ricerca

Francesco Pietrantuono – Assessore all’Ambiente della Regione Basilicata

La voce degli amministratori locali riecheggia nella Sala Inguscio della Regione Basilicata. Presenti una quarantina dei 72 interessati da permessi di ricerca ed estrazioni petrolifere. Volontà unanime di Viale Verrastro e dei territori: muoversi con dovizia di particolari sulle osservazioni verso il pericolo di nuove trivelle, all’interno della legislazione in materia energetica, condizionata dallo Sblocca Italia e che conferisce al governo l’ultima parola sulle richieste delle multinazionali del greggio.

Secondo i dati esposti dal Dipartimento Ambiente: l’attività estrattiva in Basilicata interessa circa il 36% del territorio e sono vigenti 20 concessioni di coltivazione, 10 permessi di ricerca e 1 concessione di stoccaggio. Su questo fronte preoccupa lo stop alla raffineria di Taranto dove la Total dovrebbe stoccare il greggio di Tempa Rossa, attivo entro l’anno. Inoltre, sono state presentate 17 nuove richieste di conferimento di permessi di ricerca e 1 istanza di concessione di coltivazione di giacimenti marginali. Secco il no sulle istanze a Pignola, La Cerasa e Monte Cavallo. Insieme alle altre – è emerso – da inserire in un nuovo piano paesaggistico di tutta la terra lucana.

Notizia delle ultime ore, il Ministero dello Sviluppo Economico avrebbe fermato un nuovo permesso di ricerca della Total per la realizzazione di un terzo pozzo a Gorgoglione.