Il vescovo Santoro rinnova “con fermezza” l’appello per cambiare le sorti di Taranto

“Mi permetto ancora una volta di sollecitare, in umiltà e fermezza, tutti gli interventi necessari, per cambiare le sorti di questa città. Taranto non può più aspettare. Quando è una questione di vita o di morte non si può più attendere”.

Lo ha sottolineato l’arcivescovo di Taranto, mons.Filippo Santoro, intervenendo al convegno organizzato dal commissario straordinario per le bonifiche Vera Corbelli ed evidenziando l’importanza delle opere di “bonifica e riqualificazione della città di Taranto, bellissima – ha aggiunto – e per troppo tempo ferita da troppi malati e troppi morti”.

“Tante le storie dei tarantini – ha detto – feriti dall’inquinamento urbano: i cittadini del quartiere Tamburi, posto a ridosso dell’area industriale, particolarmente, pericolosamente e continuativamente esposto”. Il vescovo si è detto “particolarmente contento delle azioni di recupero a favore di alcune scuole dei Tamburi. Auspico che la bonifica dei siti sia un’azione durevole e che il Governo profonda il massimo affinché vi siano le condizioni necessarie alle attuazioni. Rinnovo l’impegno della Chiesa tarantina, invece, per la bonifica sociale: un’azione incessante e crescente per una cultura della consapevolezza, dell’impegno e della responsabilità, proprio in questo momento storico caratterizzato da fattori critici e dolorosi”. L’arcivescovo ha chiuso il suo intervento ricordando di aver “ripetuto spesso, soprattutto nei momenti nevralgici, che Taranto, da problema nazionale, possa essere un punto di riferimento altrettanto nazionale per la sua capacità di imprimere un movimento virtuoso di rinascita”. (ANSA).

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