Referendum. Il ministro all’Ambiente: “se voto è per il NO”. Critiche da Lacorazza ed Emiliano

Il ministro Gianluca Galletti: “Perdere il referendum vorrebbe dire 10.000 posti di lavoro”. Lacorazza (Basilicata): “sbagliato utilizzare lavoratori come scudo delle lobby”. Emiliano (Puglia): “l’affluenza per il ‘Sì’ ha un valore enorme”. Critiche dal WWF: “grave che il ministro strizzi l’occhio all’astensione”

Gian Luca Galletti - Ministro dell'Ambiente

Gian Luca Galletti – Ministro dell’Ambiente

“Io non ho deciso se andrò a votare. Sicuramente se andrò a votare voterò no”. Così il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti a Corriere.it parlando del referendum sulle trivelle del 17 aprile. Perché “col referendum” spiega Galletti “si affronta il problema delle trivelle con l’ideologia, invece io dico di affrontarlo dal punto di vista scientifico”.

Per Galletti serve abbandonare il petrolio raggiungendo lo “sviluppo sostenibile. Ma abbiamo ancora un’economia che va per il 90% con il petrolio, e se non lo trivelliamo noi lo dobbiamo a andare a prendere altrove. Oltretutto noi in Europa abbiamo la normativa più stringente”, perché “oltre al principio di precauzione abbiamo applicato anche il principio di prudenza. Mi fa ridere che noi citiamo sempre i Paesi più verdi, tipo Norvegia, Svezia, Gran Bretagna, che poi sono quelli che trivellano di più”.

“Perché dire di ‘no’ al quesito referendario” continua Galletti “stiamo parlando di una cosa minima” che “avrebbe come risultato finale di diminuire gli investimenti di chi ha la concessione”, e questo “con un maggior pericolo per l’ambiente. Per questo dico che è puramente ideologico: perché vuol far credere alle gente che ‘o sei per le trivelle o sei contro le trivelle’. Un po’ quello che è successo con l’acqua pubblica”.

Le parole del ministro arrivano nello stesso momento in cui il consiglio regionale pugliese approva il finanziamento della campagna referendaria per il “Sì” con un contributo di tasca propria dei singoli consiglieri.

“Forse era il caso di non dichiarare oggi (ieri NdR) sul referendum” replica il presidente del Consiglio regionale lucano Lacorazza, e “neanche di utilizzare i lavoratori come scudo delle lobby” o “attaccare i governatori, le regioni e enti locali”.

Per Emiliano quello posto dal referendum è “un quesito importantissimo perche è quello che deve consentire la procedura di chiusura dei pozzi in modo controllato tra governo, Regione e petrolieri. Non è affatto inutile e non provoca licenziamenti”.

Critiche anche dal WWF, il richiamo ai posti di lavoro fatto da Gian Luca Galletti, secondo l’associazione ambientalista, “è contestabile perché punta a fare presa sulla vita di chi vive momenti di grande difficoltà perché opera nel settore degli idrocarburi che è già in crisi da tempo: se il ministro ha veramente a cuore le sorti di queste persone pensi ad avviare processi di riconversione di certi settori produttivi”.

Share Button