Indennità ex guardie mediche. Regione Basilicata: Necessari approfondimenti giuridici

Impugnare il provvedimento davanti al giudice del lavoro, per poter usufruire della eventuale sospensione dell’esecutività e trovare nel frattempo una soluzione a livello di contrattazione nazionale. E’ quanto proposto, durante il tavolo tecnico tenutosi in Sala Verrastro, dalla Regione Basilicata ai legali dei medici della continuità assistenziale per provare a dirimere la questione delle indennità aggiuntive erogate dal 2008, ritenute illegittime dalla Corte dei Conti, e che la delibera di Giunta dell’Ente lucano impone alle ex guardie mediche di restituire. L’ammontare complessivo si aggira intorno ai 18 milioni di euro, mentre le cifre singole per alcuni camici bianchi arrivano a toccare la soglia di 60 mila euro.

Presenti all’incontro, da un lato il presidente Pittella, l’assessore regionale alle Politiche per la persona, Franconi, il presidente del Consiglio regionale, Mollica, presidenti di commissione e dirigenti generali di Dipartimento Presidenza e Salute, nel mezzo i direttori generali delle Aziende Sanitarie di Potenza e Matera, dall’altro le diverse rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Fimmg, Smi e Snami. Lo stesso governatore ha sgombrato il campo sull’atto, indipendente dalla volontà politica ma in risposta a motivazioni di carattere giuridico a seguito della contestazione con invito a controdedurre della magistratura contabile, la quale ha fatto presente come a fronte del riconoscimento delle indennità non ci sarebbe stata una controprestazione verificabile. “Non abbiamo interesse a penalizzare i medici né ad alimentare tensioni sociali” – ha detto Pittella, richiamando la necessità di approfondimenti.

Una folta delegazione di ex guardie mediche ha svolto un sit in all’ingresso del Palazzo della Giunta. Al termine, è stato dato mandato ad una commissione tecnica di studiare le mosse giuridiche più opportune per tutelare gli interessi di tutti.

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