Sistema raccolta sangue a rischio. Nicola Todisco, Presidente Avis Basilicata, si dimette.


foto (17)Potenza –
 Il sistema di raccolta sangue in Basilicata è a rischio. A lanciare l’allarme sono Avis e Fidas Basilicata che da anni si occupano delle donazioni di sangue.

Il motivo – spiegano – è il ritardo nell’accreditamento delle strutture trasfusionali pubbliche e delle unità di raccolta fisse e mobili associative, che dovrebbe avvenire entro il 31 dicembre di quest’anno. Il rischio è che dal prossimo 1 gennaio 2015 non ci sia nessuna struttura trasfusionale lucana in grado di ricevere, lavorare ed erogare il sangue raccolto. L’unica alternativa – secondo Avis e Fidas – sarebbe trasferire il sangue in strutture delle regioni limitrofe o, scenario ancor più negativo, potrebbe verificarsi la paralisi del sistema di raccolta gestito dalle proprie strutture associative, che non saprebbero più dove consegnare il sangue.

Una situazione che il Presidente di Fidas, Paolo Ettorre e di Avis, Nicola Todisco, dicono paradossale dal momento che il “sistema sangue” negli anni si è contraddistinto positivamente, come testimoniato dai numeri. 27000 sacche raccolte solo nel 2013, di cui 4000 acquisite dal Lazio, con un guadagno per la Regione di circa 600 mila euro.

E per sollecitare la politica regionale, ritenuta responsabile, il Presidente Todisco ha rassegnato oggi le sue dimissioni. “Ho invitato più volte l’assessore regionale alla sanità, Flavia Franconi, ad occuparsi del tema – ha detto Todisco – senza nessuna risposta. Per tutte queste ragioni, per sottolineare la inadempienza della politica – ha concluso – sono costretto a rimettere il mandato associativo e dimettermi da Presidente dell’Associazione”

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