Lucani sempre più obesi anche per colpa della crisi

L’Italia è sempre più extralarge. In venti anni la percentuale di persone in sovrappeso o obesi è aumentata del 10%. Così oggi, di fatto, un italiano su due deve fare i conti con i chili in eccesso. Gli adulti con problemi di questo tipo sono il 46% della popolazione, come fanno sapere dall’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, presentando l’Obesity Day 2011, in programma lunedì prossimo. Ad aggravare la situazione provvede anche la crisi. Perché, come avvertono gli specialisti, quando una persona ha difficoltà economiche o deve affrontare un licenziamento, si rompe, per così dire un equilibrio, prima di tutto sociale e in secondo luogo di stile alimentare. Secondo l’Adi, insomma, non sarebbe vero che la crisi mette a dieta gli italiani, malgrado il calo dei consumi dei beni di prima necessità, come pane, pesce e carne rossa, segnalato dalla Confederazione Agricoltori. La spiegazione, sostengono gli esperti, va ricercata nel fatto che si spende meno per il cibo, ma troppo spesso si mangia male. Alla luce di questa tendenza, va forse inquadrato anche il dato relativo alla Basilicata che guida la classifica dell’Adi, con il 34 percento degli uomini in sovrappeso e il 42 percento delle donne. Non incoraggia affatto il dato relativo ai bambini: in Basilicata circa quattro bambini su dieci è in sovrappeso o obeso. Non si faccia illusioni chi ritiene di poter far fronte al surplus di calorie con una o due ore di palestra o jogging alla settimana, che anzi, secondo gli esperti, spesso rappresentano un lasciapassare per le trasgressioni alimentari. Per invertire la tendenza, l’Adi suggerisce di spendere energia attraverso una costante attività fisica, che può essere tradotta in 40minuti di cammino giornaliero. All’obesità poi si unisce spesso un’altra complicazione, anche più grave. Ogni due minuti, infatti, un medico formula una diagnosi di diabete di tipo 2 e, in due casi su tre, si rivolge a pazienti obesi.