Centro di salute mentale a ranghi ridotti, protesta l’A.Ma.Sa.M.

La conferenza stampa

MATERA –  “Non c’è salute senza salute mentale”. Con questo messaggio, consegnato alle nazioni europee dalla conferenza di Helsinki del 2005, i ministri della Salute degli stati appartenenti alla Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si impegnarono a promuovere politiche di salute mentale improntate all’ottica di salute pubblica, all’attenzione a tutte le fasce di età, alla qualificazione di interventi, alla continuità degli interventi, al rispetto dei diritti umani e civili delle persone con disturbi mentali. A Matera, però, questo non vale in estate. Dallo scorso mese di giugno, infatti, l’Azienda sanitaria di Matera, ovvero il Dipartimento di salute mentale, ha limitato soltanto alle ore antimeridiane le prestazioni presso il Centro di salute mentale e quindi anche negli ambulatori distrettuali dei comuni della Provincia, che in passato potevano contare su una presenza periodica di personale specializzato. La motivazione è legata alla carenza di infermieri che, a quanto pare, riguarda anche dei reparti ospedalieri, generata anche dal blocco delle assunzioni. Chi ha lottato affinché la situazione potesse risolversi senza creare preoccupazione e disagio nelle famiglie interessate, è stato Francesco Chisena, presidente dell’Associazione materana per la salute mentale, in rappresentanza di circa ottanta associati. In una conferenza stampa, Chisena ha spiegato che, da marzo ad aprile scorsi, si sono susseguite le comunicazioni dell’Asm, fino alla decisione del giugno scorso di dimezzare le prestazioni, limitandole solo al mattino e presso il Centro di Matera e garantendo solo servizi minimi, come l’assistenza domiciliare, ma non basta. La situazione, insomma, è diventata insostenibile e Chisena parla di diritto alla salute mentale calpestato. Anche perché pare che tre infermieri fossero comunque disponibili a svolgere attività presso il Centro di salute mentale. Inutile rivolgersi al Direttore generale dell’assessorato regionale alla Sanità, come hanno fatto anche i sindaci di Irsina e Ferrandina, “finora non è successo nulla”, ha detto Chisena laconicamente in conferenza stampa, annunciando che della vicenda “sono stati investiti anche i sindacati e la dirigenza dell’Unione nazionale delle Associazioni per la salute mentale”.