Aids, in Basilicata dati in linea con la media nazionale

Si deve tornare ad alzare il livello di guardia. Soprattutto tra i giovani e i giovanissimi, che non hanno vissuto gli anni del grande tam tam mediatico. I più a rischio sono proprio i ragazzi, tra i 20 e i 30 anni, che affrontano rapporti occasionali senza protezione. Anche il fenomeno tra i ragazzi omosessuali è in deciso aumento, con l’incremento del numero di soggetti omosessuali nella fascia dei giovanissimi. Il virus entra nell’organismo e distrugge silenziosamente e senza dare sintomi il sistema immunitario, rimanendo latente per anni, anche otto o nove, prima della comparsa della malattia. Il soggetto contagiato che non manifesta i sintomi e appare in buona salute è però assolutamente in grado di trasmettere il virus e può di fatto trasformarsi in un untore. Oggi tuttavia l’aspettativa di vita dei pazienti è notevolmente aumentata, rispetto all’inizio, quando l’epidemia concedeva di sopravvivere a circa due anni dalla diagnosi. La terapia antiretrovirale, che un tempo contava più di dieci compresse al giorno, oggi inizia con 2 o 5 e può arrivare ad una sola. Scoprirsi sieropositivi non va quindi vissuta come una tragedia o una condanna a morte. La variabile principale resta comunque il tempo: intervenire precocemente, quando cioè il sistema immunitario ha migliori possibilità di ripresa, è vitale. Altro dato su cui torna a levarsi la voce di infettivologi e virologi. Parlare di comportamenti a rischio e non di categorie a rischio, che rende per così dire molto più democratica la possibilità del contagio. Vent’anni fa l’HIV colpiva tossicodipendenti e gay, stigmatizzati, allora, come categorie a rischio. Oggi colpisce il cinquantenne che va con il transessuale o la prostituta, senza precauzioni, e poi infetta la moglie, ignara. Il contagio avviene oggi quasi esclusivamente per via sessuale. Due sono quindi i modi sicuri per contrastarlo. Il primo è la monogamia, accompagnata però dalla certezza matematica che anche il partner sia monogamo. La seconda: l’uso del preservativo, che rimane realisticamente e concretamente una delle poche cose davvero efficaci.

 

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