Alimentazione: la celiachia si cura a tavola

prodotti privi di glutineMATERA – Riconoscere e diagnosticare la celiachia, che è una forma di intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente, fra l’altro, in avena, frumento, farro, orzo e segale, e la cui incidenza, secondo fonte AIC, è stimata, in Italia, in un soggetto ogni 100/150 persone. Se ne è discusso ieri, nel corso di un seminario, presso l’Auditorium del nosocomio materano. Ai lavori hanno preso parte, fra gli altri, la dottoressa Emma Canosa, Dirigente Medico dell’Unità Operativa di Pediatria e Neonatologia del “Madonna delle Grazie”, Antonio Calabrò, Professore Associato di Gastroenterologia presso l’Università di Firenze, e Luigi Greco, Ordinario di Pediatria, presso l’Università Federico II di Napoli. Per curare la celiachia, attualmente, occorre escludere dalla dieta alcuni degli alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, ma anche eliminare le più piccole tracce di farina da ogni piatto. Questo implica, ha ribadito il professor Greco, un forte impegno di educazione alimentare. La dieta senza glutine, condotta con rigore, è l’unica terapia che garantisce al celiaco un perfetto stato di salute.

 

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