Scuola, il Ministero chiarisce: “Confermate le sedi per i docenti vincitori di concorso”

Nei giorni scorsi l’ufficio scolastico regionale aveva annullato le assegnazioni per una diversa interpretazione della norma

Un errore corretto che dovrebbe almeno in parte Sull’immissione in ruolo il Miur “ha sanato un vulnus intollerabile che si stava delineando per i docenti pugliesi vincitori di concorso”, accogliendo le richieste delle organizzazioni sindacali regionali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Confsal. Proprio oggi 31 agosto – precisano i sindacati – gli ambiti territoriali di Bari e Lecce “hanno comunicato, con note ufficiali, la chiusura del procedimento amministrativo per l’annullamento dell’assegnazione di sede” e hanno invece “adottato un provvedimento con cui si conferma a far data dal 1.9.2019 la sede”, per il passaggio a tempo indeterminato da graduatoria di merito. Il disguido ha origine da una diversa interpretazione sul vincolo di permanenza di 5 anni, che in prima battuta l’Ufficio Scolastico Regionale della Puglia aveva previsto per i docenti di sostegno, ma oggi le decisioni degli Ambiti territoriali di Bari e Lecce sono giunte – fanno sapere i sindacati – “senza alcuna preclusione relativa al vincolo quinquennale su sostegno”. I sindacati spiegano di aver contestato subito l’interpretazione dell’Usr a favore del “vincolo quinquennale per chi fosse già di ruolo negli anni precedenti su posto di sostegno”, un vincolo che per i sindacati vige invece per le “sole operazioni di mobilità e non anche alle immissioni in ruolo da altre graduatorie concorsuali. Apprendiamo per le vie brevi che la nostra tesi – proseguono i sindacati – ha trovato effettivo riscontro anche da parte del Miur”, in questo modo “la Puglia si riallinea al resto del Paese”. “Siamo certi – aggiungono i sindacati, che avevano paventato il rischio di decine di ricorsi da parte degli interessati – che l’Amministrazione saprà intervenire per trovare una rapida soluzione anche a chi non è stata assegnata la provincia o ha dovuto rinunciare al posto comune” e se così non fosse, i sindacati annunciano già “tutte le misure necessarie per garantire equità di trattamento a tutti i vincitori di concorso”.

 

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