Bari, Seu: al Giovanni XXIII farmaco ultima generazione

Sarà utilizzato un super farmaco di ultima generazione per curare la bimba di due anni ricoverata in Terapia intensiva all’ospedale di Bari “Giovanni XXIII” a causa della Seu, la Sindrome emolitico-uremica causata da una infezione batterica. La notizia viene riportata dalla Gazzetta del Mezzogiorno. La bimba è stata sottoposta dai medici dell’ospedale pediatrico a un ciclo di dialisi e a una risonanza magnetica che ha messo in luce delle lievi criticità a livello neurologico.

La piccola paziente ha incominciato un trattamento con il Soliris, un anticorpo monoclonale concepito per combattere una malattia genetica molto rara. Il costo di questa terapia, che è risultata più efficace rispetto alla normale terapia, la plasmaferesi, ossia la cosiddetta centrifuga del sangue che serve a sostituire il plasma, è di 4mila euro a fiala. La Seu è una infezione che può distruggere i reni e nei casi più gravi, come quello della bambina di Bitonto, può provocare la morte. Questa infezione intestinale è preceduta da diarrea emorragica causata da alcuni ceppi del batterio Escherichia coli che producono una tossina responsabile della rottura delle piastrine del sangue.

Il batterio si può contrarre da latte crudo, frutta, verdura non lavata e acqua contaminata. I medici consigliano di non dare determinati alimenti ai bambini o di seguire delle corrette regole di igiene. A giugno scorso la Regione ha lanciato un protocollo di sorveglianza che prevede, in tutti i casi di sospetta gastroenterite emorragica, l’invio di un campione al laboratorio di epidemiologia molecolare del Policlinico di Bari. Ad oggi sono stati diagnosticati, grazie a questo protocollo, 27 casi. Quello in corso sembrerebbe, però, isolato.

Share Button