Xylella: un fungo potrebbe contrastare la proliferazione del killer

Una ricerca condotta tra il Cnr di Pisa e la Coldiretti dimostra come un fungo potrebbe contrastare il batterio della Xylella fastidiosa

Potrebbe essere un fungo a contrastare la Xylella fastisiosa. A dirlo, una ricerca portata avanti dal Cnr Pisa e Coldiretti: a parlare sono i primi risultati di una serie di indagini scientifiche condotte dai ricercatori dell’istituto di Biotecnologie del Cnr e resi noti durante la riunione della task force del progetto europeo “Life-Resilience – Pratiche agricole sostenibili per prevenire la Xylella fastidiosa negli impianti intensivi”. Lo studio è stato condotto negli oliveti del Cnr presso un’azienda agricola sperimentale di Grosseto, in un oliveto privato con impianto intensivo e a Pisa. I primi dati hanno mostrato una forte variabilità nella presenza delle forme giovanili anche tra le piantagioni situate a poca distanza l’una dall’altra. Sono stati testati alcuni prodotti ammessi in agricoltura biologica e proprio quello a base di fungo è stato quello che ha avuto maggiore efficacia, causando una diminuzione del 54% del numero di spumine totali trattate, dell’82% del numero delle larve totali contate e del 67% del numero medio di larve per spumina”. Il fungo agisce penetrando la cuticola degli insetti e sviluppando poi i componenti del corpo vegetativo all’interno del corpo dell’insetto, dove produce tossine. I risultati emersi dalla ricerca permettono di supporre che questo fungo potrebbe essere uno strumento utile per controllare la densità del principale vettore del batterio negli oliveti. La Coldiretti chiede agli agricoltori di non abbassare la guardia: nonostante la scoperta è sempre opportuno continuare ad attuare buone pratiche e soprattutto monitorare il materiale vivaistico importato per limitare la diffusione della patologia.

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