Bari, alla scoperta del rifugio antiaereo nel quartiere Libertà

Tavole in legno, da cui ricavare letti di fortuna, bauli pieni di divise e abiti impolverati, panche in pietra dove sedersi, in attesa che il rumore assordante delle bombe e della paura smettesse per ricominciare a respirare. C’è persino una lavagna e forse ci sono anche dei banchi, nei sotterranei della scuola Don Bosco, nel cuore del quartiere Libertà di Bari. Il dirigente scolastico, Gerardo Marchitelli, ci ha accompagnato lungo i tanti cunicoli scavati nella roccia, dove, molto probabilmente, nel corso della Seconda Guerra mondiale, le famiglie del quartiere cercavano riparo durante i bombardamenti aerei. A svelare il meraviglioso mondo sotterranei, a cui è possibile accedere attraverso una botola esterna ed un secondo accesso interno al cortile dell’istituto, alcuni collaboratori scolastici che hanno mostrato questi luoghi storici al preside che, a sua volta, ne è rimasto affascinato e ha deciso di contattare l’Ance per chiedere la disponibilità a supportare il recupero delle stanze dimenticate per decenni

Riqualificare questo luogo perduto, trasformandolo in un luogo di bellezza, di ricordi e di storia. Questo, il desiderio del dirigente scolastico. Ma non solo. Dal secondo conflitto mondiale, di tempo ne è passato, ma molti sono i baresi che ancora serbano tra le loro memorie, ricordi di inestimabile valore affettivo.

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