Cgil a Brindisi dopo striscione CasaPound

La Cgil scende in piazza a Brindisi per ribadire il suo “No” a qualsiasi tipo di fascismo, alla luce dell’attacco subito qualche giorno fa da soggetti riconducibili a gruppi di destra, con striscioni e scritte offensive. Il tutto dopo l’arresto del sindaco di Riace per i noti fatti accaduti in merito alla collocazione di extracomunitari.

Il segretario provinciale della Cgil, Antonio Macchia, ha ribadito che Brindisi è una citta’ non xenofoba, accogliente e solidale. Sono intervenuti, tra gli altri, anche il sindaco Riccardo Rossi e il segretario regionale Cgil Pino Gismundi il quale ha dichiarato: “Ci prendono di mira, a Brindisi come in altre città, perché la Cgil è sempre stato un argine in questo paese a ogni deriva antidemocratica, perché siamo per statuto antirazzisti, anti xenofobi, antifascisti e solidali. E di certo non ci facciamo intimorire da quattro imbecilli”. Casapoud aveva voluto protestare contro il comunicato del segretario territoriale della Cgil, Antonio Macchia, che aveva espresso solidarietà al sindaco di Riace, Domenico Lucano, arrestato con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per aver commesso illeciti nell’affidamento da parte del Comune del servizio di raccolta dei rifiuti. “Abbiamo voluto essere oggi in piazza a Brindisi – ha aggiunto Gesmundo – non per quattro codardi che affiggono di notte manifesti o picchiano, come capitato a Bari, donne e giovani inermi. Siamo qui per chiedere alle istituzioni e alle forze dell’ordine di farla finita con questi gruppi fascisti perché il nostro faro è la Costituzione che tutela le libertà democratiche e immagina un paese unito. Perché il tema vero – ha concluso – è la divisione che si sta alimentando, enfatizzando disagi e insicurezze”. All’iniziativa hanno aderito Libera, l’Arci, l’Anpi, l’Unione degli Studenti e la comunità dei migranti.

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