Bari, la Giustizia “spezzettata” si prepara al rientro dalle ferie

Giudici a Modugno, uffici in via Brigata Regina, mentre la Procura resta in via Nazariantz
Alla fine si è fatto come diceva il Ministero della Giustizia, anche se con qualche ora di ritardo e con documenti prodotti fuori tempo massimo. Lo sgombero del Palagiustizia di via Nazariantz a Bari va avanti, e con il primo vero lunedì di rientro dalle ferie tutti o quasi fuori dalla struttura inagibile ormai da tre mesi nonostante la proroga delle operazioni di spostamento del materiale sia stata concessa fino a fine anno. Una geografia abbastanza complicata, per i lavoratori ma anche per i cittadini che avranno a che fare con la giustizia nei prossimi mesi: nell’immobile di via Brigata Regina 6, di proprietà dell’Inail come il Palagiustizia, sarà spostato il personale amministrativo che raggiungerà i servizi centralizzati (Urp, posta e pronta definizione), insieme all’ufficio Gip/Gup. Nell’immobile fervono i preparativi, ma allo stato attuale sarebbero solo poco più di una decina le stanze già pronte, e per questo il Ministero ha previsto dei turni che inevitabilmente rallenteranno il lavoro rispetto alla vecchia sede. Il tribunale del Riesame sarà temporaneamente collocato in Piazza de Nicola, presso il tribunale civile, mentre i giudici saranno spostati nella sede distaccata del Tribunale a Modugno, dove dal 1 ottobre dovrebbero in teoria riprendere anche le udienze, sospese ormai dal 31 maggio. Oltre agli inevitabili problemi di spostamento, che coinvolgeranno anche il personale della Polizia Penitenziaria, per il quale è già previsto un doppio trasferimento quotidiano con mezzi dell’amministrazione da Piazza de Nicola a Modugno, un problema non da poco: nella sede distaccata non esistono aule di sicurezza, e quindi per le udienze che prevedono imputati detenuti la situazione sarà quantomeno irregolare. Infine, i magistrati: anche loro sarebbero dovuti “emigrare” in via Brigata Regina, ma la soluzione proposta di lavorare in tre nello stesso ufficio, con conseguente impossibilità di mantenere la riservatezza sulle indagini in corso, è stata rifiutata. Quindi il procuratore Volpe e i pubblici ministeri resteranno in via Nazariantz fino al termine della proroga, confidando nelle nuove perizie che parlano di una maggiore stabilità dell’immobile, e soprattutto nella capacità del Ministero di sbloccare entro fine anno le procedure per utilizzare l’ex palazzo della Telecom a Poggiofranco.

 

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