Taranto, sindaco: “Ilva, riavviare negoziato. Sanità, proroga al DM70. E ripartire col Cis”

Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci

Con una lettera al ministro dello Sviluppo economico Di Maio, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci sollecita “in tempi rapidi la riconvocazione presso il Mise del tavolo finalizzato al negoziato occupazionale”. E, riguardo alla proroga al 15 settembre, decisa dai commissari straordinari in accordo con Mittal, il primo cittadino chiede “precisazioni sullo stato dei conti dell’azienda, che influisce pesantemente anche sulle sorti di un vasto e già provato indotto locale”. Richiesta questa che fa sorgere una domanda: se in cassa i fondi ci sono, tanto da poter far slittare l’ingresso di Mittal in fabbrica, senza decreto con cui rifinanziare la gestione, perché le imprese dell’indotto sono al collasso?

Ancora, il sindaco rende noto di aver dato disponibilità ai sindacati “ad allargare e meglio articolare il protocollo di intesa” sottoposto al ministro nell’incontro del 18 giugno. Melucci, infine, chiarisce, di voler “sostenere l’azione del Governo in questa fase difficoltosa”, ma “mantenendo sovraordinata la vicenda ambientale e sanitaria alla mera trattativa industriale”. 

Altre due missive invia Melucci.

Al ministro della Salute Grillo, riguardo al piano di riordino ospedaliero. Il sindaco chiede la proroga del DM 70, dal quale è scaturita la chiusura di presidi fondamentali in “un’area fortemente colpita da numerosi agenti inquinanti” e che non ha mai goduto di ” legittime compensazioni ai cittadini ionici quanto meno in tema sanitario”. Chiede inoltre “un incontro per conto della Rappresentanza dei Sindaci da me attualmente presieduta”.

Al sottosegretario Giorgetti, nell’auspicio che riprendano presto i lavori nell’ambito del Cis (Contratto istituzionale di sviluppo) per l’aera di Taranto, i cui progetti rappresentano “un volano imprescindibile” soprattutto “nei giorni in cui Istituzioni, cittadinanza, imprese, parti sociali e stakeholder in genere, tentano di affrontare in maniera definitiva la complessa vicenda Ilva, e se possibile tentano di consegnare al territorio un diverso e più moderno modello di sviluppo”.

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