Ilva, metalmeccanici: “Pronti ad andare a Roma”. M5S: “Onoreremo voti di Taranto”

“Attendiamo di essere convocati dal ministro Di Maio oppure ci autoconvocheremo a Roma il 4 luglio”. E’ quanto deciso dai metalmeccanici di Taranto durante il consiglio di fabbrica di questa mattina. Chiedono chiarimenti alla luce delle ultime novità. A dare fiato alla vertenza, la decisione dei commissari straordinari, in accordo con Mittal, di far slittare l’ingresso dell’azienda in fabbrica dal primo luglio al 15 settembre. Hanno valutato che i soldi ancora in cassa basteranno a tirare fino a quella data. Non serve più, dunque, un nuovo decreto per rifinanziare la gestione. Un asso nella manica tirato fuori forse nel momento di maggiore tensione e che solleva, per ora, il ministro Di Maio. Mentre studia le 23mila pagine di documenti ricevuti, ripete che “le decisioni saranno prese con la massima responsabilità, onorando i voti presi a Taranto dal M5S”.

“Fino al 15 settembre inutile parlare a piccoli sorsi di una questione complessa, da risolvere – dichiara il ministro per il Sud, Barbara Lezzi –  tenendo presente che il M5S ha a cuore sia la posizione del settore industriale in Italia, che il lavoro e lo stato di salute dei tarantini”. 

Bene prolungare al 15 settembre per il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, per evitare il rischio di decisioni affettate e di “conseguenze catastrofiche”. Le colpe dello scenario attuale, per il sindacalista, affondano le radici nel precedente governo che “non è stato in grado di imporre al Gruppo Mittal un accordo che garantisse la salvaguardia dei livelli occupazionali per tutti i lavoratori”. “Ora è il momento di intensificare gli incontri”.

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