Ilva, metalmeccanici da Melucci: “Mittal non metterà le mani sulla fabbrica senza accordo”

Col sindaco siamo rimasti che farà da tramite, con una lettera, per chiedere di rispondere a due questioni: se ci sarà la proroga alla cessione dell’Ilva e se si potrà riaprire la trattativa”: metalmeccanici di Taranto dal sindaco Melucci, alla vigilia del consiglio di fabbrica, vista la mancata convocazione dal ministro Di Maio dei sindacati che si dicono “pronti alle barricate”: “Non consentiremo a Mittal di entrare in fabbrica e mettere mani libere su impianti e lavoratori”. Questo, forti della clausola dcii sospensiva per la quale si dovrà passare per l’accordo col sindacato, perché subentri Mittal. Intesa mai trovata: “Il contratto è tra governo e azienda – dicono i metalmeccanici – per noi quel contratto non è punto di riferimento. L’accordo sindacale è tutt’altra cosa, con le garanzie sui redditi e per i lavoratori”.

La tensione è altissima. Meno di una settimana e si conoscerà il destino dell’Ilva e di circa 18mila lavoratori, ai quali, con referendum (proposta che l’Usb avanzerà in consiglio di fabbrica) sarà chiesto se vogliono l’Ilva aperta o chiusa.

Con il Piano per Taranto alla mano, si presentano all’incontro pure le associazioni.

Abbandona il tavolo, invece, la FlmUniti Cube Taranto: “Il primo cittadino ha confermato che la fabbrica deve rimanere aperta e che deve passare a Mittal. Noi non ci stiamo. Mentre parliamo, quella fabbrica, sta inquinando e provocando morte”.

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