Potenza, l’Assessore Carmen Celi espulsa dal Partito democratico

Non smentisce ma allo stesso tempo dichiara di non aver letto ancora la mail che la Commissione di garanzia del Partito democratico di Basilicata dovrebbe averle inviato. Così Carmen Celi, assessore alle Attività Produttive, Politiche Giovanili e Pari Opportunità, del Comune di Potenza a seguito della decisione del PD lucano di espellerla dalle fila del soggetto politico di sua appartenenza, nel quale ricopriva tra l’altro ruolo di componente dell’assemblea e della direzione regionale e con il quale aveva corso per le ultime le elezioni comunali potentine venendo eletta. Già da tempo il segretario del pd Polese lo ricordiamo, nell’opera di ricucitura delle anime interne al partito, dopo la sconfitta elettorale del 4 marzo, aveva avallato la richiesta pervenuta dall’ex sindaco ed attuale Presidente del consiglio regionale lucano, Santarsiero, di imporre il ritiro del gruppo dem a sostegno della giunta “allargata” con a capo il primo cittadino di centro destra De Luca. La decisione del Pd arriva ad un mese dalla scelta di Carmen Celi di non lasciare l’esecutivo ma di autosospendersi dal partito. Sicuramente nei prossimi giorni arriveranno degli sviluppi. “E’ mobbing politico, volevano soltanto la mia testa sull’altare di Santarsiero” – aveva dichiarato qualche settimana fa la Celi. In generale sull’operato degli ultimi mesi del Partito Democratico per Vittoria Purtusiello ciò che fa davvero rabbia sono le lezioncine sull’apertura le prediche sulle comunità democratiche e poi l’utilizzo di metodi sovietici.

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