Ilva, riprende la trattativa: oggi e il 19 tavolo al Mise

Riprende la trattativa sull’Ilva al Mise. Nuovo incontro tra Arcelor Mittal e sindacati metalmeccanici, oggi, e lunedì prossimo, 19 febbraio. Il negoziato va avanti nonostante le spaccature di una vertenza che assume toni sempre più caldi, fino alla lite, venerdì scorso, tra il segretario nazionale Fim Cisl Marco Bentivogli e l’assessore regionale allo Sviluppo economico Michele Mazzarano, in un incontro a Massafra.

C’è poi la spaccatura ormai insanabile tra Governo e istituzioni locali. “Non ho più nulla da spartire” con ministri che “ormai sono soggetti fuori dalla foto”, ha detto nei giorni scorsi il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, riferendosi in particolare a Claudio De Vincenti. A segnare una strada che pare senza ritorno, anche se il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci auspica sempre in una nuova collaborazione isitituzionale, fermo restando la tutela della comunità e della salute, la bocciatura dell’accordo di programma proprosto da Comune e Regione. Un no che ha fatto tornare i rappresentanti locali al Tar, ma anche alla Procura della Repubblica e all’autorità europea sul negato accesso agli atti (piano industriale e contratto di vendita). Sostiene i due enti anche Legambiente che si unisce al ricorso contro il decreto del presidente del Consiglio dei ministri con cui il Governo ha approvato l’attuale piano ambientale.

Comune e Regione nuotano contro corrente ma, dicevamo, i tavoli vanno avanti. I metalmeccanici dei sindacati confederali premono per la chiusura dell’accordo. Chiedono di accelerare perché Mittal potrebbe fare un passo indietro, ha spiegato Bentivogli a Taranto. “Il tempo delle polemiche è scaduto – per Antonio Talò, segretario Uilm Taranto – si inizi a discutere di come conciliare risanamento ambientale, rilancio dell’azienda e occupazione”. Voce fuori dal coro sindacale, quella dell’USB, dichiaratamente schierato con Comune e Regione: “Se la malattia è il prezzo per lavorare – ha detto il segretario Francesco Rizzo – allora anche per noi la chiusura non è più un tabù”.

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