Taranto, Liberi e pensanti: niente concerto del primo maggio

“La quinta edizione di #unomaggiotaranto non si farà, almeno per quest’anno. È quindi un arrivederci, non un addio”. Lo comunica il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti: “Abbiamo ragionato a lungo sull’opportunità di organizzare anche nel 2017 il più grande evento musicale e di lotta dal basso del Sud Italia, maturando infine una decisione sofferta ma necessaria visto il particolare momento storico che sta vivendo Taranto”. Il periodo sara’ concomitante con le elezioni amministrative “e non vogliamo che il nostro evento venga strumentalizzato dalla politica”, afferma Gianni Raimondi del Comitato. “Intendiamo dunque dare, con il nostro silenzio, un segnale forte alla politica, un segnale forte alle forze oscure di questa città pronte a utilizzare per scopi elettorali e politici tutto ciò che ruota intorno #unomaggiotaranto, un segnale forte alla città, perché quando si spengono le luci, finito lo show e pulito il parco (poi nuovamente abbandonato dall’amministrazione comunale) il Comitato non resti solo a combattere per i restanti 364 giorni contro le ingiustizie di questo territorio. Perché Taranto siamo tutti noi”. E ancora “Un segnale forte a questa amministrazione comunale da noi sempre osteggiata, che l’anno scorso ha permesso coscientemente l’abusivismo con una mancanza di controllo da parte delle autorità preposte. Impossibile non ricordare lo sciopero della polizia municipale indetto casualmente proprio la giornata del Primo Maggio e che ha provocato gravissime ripercussioni economiche sulla manifestazione.

Ma soprattutto un segnale forte lo dobbiamo dare a noi stessi per quello che siamo riusciti a fare e per quello che saremo capaci di fare per il futuro di questo grande concerto”. “Il nostro è un sacrificio necessario a rendere questo evento ancora più forte. Magari il “silenzio” di quei giorni e il parco vuoto ci aiuteranno a riflettere su quanto ancora sia lunga la strada per restituire la dignità a questa città difficile”. Non un’interruzione definitiva, ma un arrivederci al 2018.

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