Parco archelogico nazionale della Magna Grecia, presentata a Roma la proposta di legge

magna grecia“L’obiettivo non è quello di costruire un ente aggiuntivo a quelli che già ci sono ma di mettere in moto un percorso di valorizzazione dei beni culturali, archelogici e ambientali dell’area della Magna Grecia perchè questa possa diventare non solo un grande distretto in tal senso ma un motore di sviluppo per una più ampia soluzione”.

E’ questo lo spirito con cui a Roma è stata presentata questa mattina la proposta di legge d’istituzione  nell’area dell’arco Jonico lucano del Parco archeologico nazionale della Magna Grecia. Insieme all’onorevole di Forza Italia Cosimo Latronico, in qualità di primo firmatario, i deputati del partito democratico Vincenzo Folino e Maria Antezza ed il deputato di Sinistra ecologia e Libertà Antonio Placido.

“Il progetto s’inquadra nell’ambito della legislazione nazionale 394 del 1991 – ha affermato ancora Latronico – ma lo fa con una declinazione più culturale ed archeologica che ambientale; stiamo parlando – ha sottolineato – di un tratto, quello che va da Metaponto a Nova Siri, già ricco di emergenze storico artistiche, di musei e frequentato, nel periodo che va dal settimo all’ottavo secolo a.c. , cioè quello della Magna Grecia, da filosofi del calibro di Pitagora ed Epèo solo per citarne alcuni” L’iniziativa è stata già presentata alla presidenza della Camera che a sua volta l’ha assegnata alle commissioni ambiente e cultura. “L’auspicio – ha evidenziato l’onorevole –  è che le queste ultime provvedino ad una rapida calendarizzazione di tutto l’iter affinchè la scadenza di Matera capitale europea 2019 possa intercettare nel suo dossier questa proposta, trasformandola in un capitolo di Matera capitale. Prevediamo un 500 mila euro per la fase di partenza. Necessario sarà il protagonismo degli enti locali, della Regione, degli operatori di zona.

“Apertura – ha concluso – in tal senso è arrivata dal Presidente del Consiglio regionale Lacorazza il quale ci notiziava giorni fa rispetto a possibili spazi nella prossima programmazione sessennale europea”.

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